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Il coronavirus ha tolto 10 anni di vita ai morti italiani

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Coronavirus, i morti potevano vivere ancora altri 10 anni. A rivelarlo è uno studio dell'Università di Glasgow.

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Coronavirus, i morti italiani potevano vivere ancora 10 anni

Il coronavirus ha cancellato 10 anni di vita ai morti italiani: a rivelarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università di Glasgow che ha iniziato a cercare, oltre il numero di decessi correlati al coronavirus, una “misura più realistica” del suo impatto.

Queste informazioni sono state ottenute dall’Italia, uno dei paesi più colpiti in Europa, prima e dopo l’aggiustamento sui dati. Questo è stato quindi confrontato con le tabelle di vita dell’Organizzazione mondiale della sanità, un ampio database sanitario nel Regno Unito e altri dati per stimare per quanto tempo ci si sarebbe aspettati che vivessero persone con queste caratteristiche. Il loro rapporto è stato pubblicato su Wellcome Open Research ma non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria.

Coronavirus, morti potevano vivere 10 anni

All’interno dello studio si evidenzia che: “Tra i pazienti che muoiono di Covid-19, sembra esserci un onere considerevole in termini di anni di vita persa, commisurato a malattie come la coronaropatia o la polmonite“.

Inoltre la ricerca dell’università scozzese spiega: “Mentre la copertura mediatica della pandemia si è fortemente concentrata su Covid-19 che colpisce le persone con ‘condizioni di salute di base’, l’adeguamento per numero e tipo di condizioni a lungo termine riduce solo modestamente gli anni di vita stimati persi a causa di Covid-19 rispetto alle stime basate solo su età e sesso”. A tal proposito è bene che le agenzie e i governi inizino a riferire sull’incidenza del coronavirus adattandosi alla presenza di condizioni pregresse.

Il team, guidato dal dott. David McAllister, spiega anche come: “Tra le persone che muoiono di Covid-19, il numero di anni di vita persi per persona appare simile a malattie come le patologie coronarie”. In passato si è evidenziato che la maggior parte delle persone: “Che muoiono con Covid-19 sono più anziane con patologie croniche sottostanti, alcuni hanno ipotizzato che l’impatto della condizione potrebbe essere stato sopravvalutato e che il numero effettivo di anni di vita persi a causa di Covid-19 sia relativamente basso”.

Non sottovalutare l’impatto del coronavirus

Questa tesi, però, viene smentita dall’Università di Glasgow: “Questa nuova analisi ha rilevato che la morte di Covid-19 provoca la perdita di oltre 10 anni di vita per persona, anche dopo aver tenuto conto del numero e del tipo tipici di condizioni croniche riscontrate nelle persone che muoiono di Covid-19. Inoltre, tra le persone che muoiono di Covid-19, il numero di anni di vita persi per persona appare simile a malattie come la coronaropatia”. Secondo i ricercatori queste informazioni sono utili per non sottovalutare, erroneamente, gli impatti devastanti del coronavirus sulla vita delle persone.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Carlo
26 Aprile 2020 21:59

I morti anni un età media di 80.04 perciò sarebbero morti tutti a 90 anni e passa?siete solo penosi ci volete come zombi merde tutti i giornalisti e governo


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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