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Il Comune di Roma licenzia 270 netturbini: a rischio la raccolta dei rifiuti negli ospedali

Società partecipata del Comune di Roma licenzia 270 persone, mentre incombe la crisi economica e occupazionale generata dal Coronavirus. A rischio la raccolta dei rifiuti anche degli ospedali della Capitale.

Immondizia a Roma

Duecentosettanta persone senza lavoro, mentre ci si appresta ad affrontare una delle crisi economiche più difficili dal Dopoguerra, e la raccolta dei rifiuti a rischio, in un momento in cui la pulizia e l’igiene delle nostre città, che dal 4 maggio torneranno piano piano a essere popolate, dovrebbe essere fra le prime preoccupazioni delle amministrazioni locali.

Una brutta storia che altrove sembrerebbe una leggenda, come quella di Dracula che succhiava il sangue anche ai suoi sudditi, ma che qui in Italia è dura verità di quei cittadini che, proprio come le vittime del sanguinario aristocratico, si vedono succhiare via perfino il sangue dalle vene.

È una brutta che storia che avviene proprio nella Capitale, a Roma, e che inizia già nell’ottobre del 2018, quando AMA, società multiservizi fondata dal Comune di Roma e di sua esclusiva proprietà, realizza un bando per appaltare la raccolta porta a porta dei rifiuti (che sappiamo essere un annoso problema della città eterna) delle utenze non domestiche.

In 5 quartieri su 16 partecipa al bando (in 3 di questi peraltro senza concorrenti) la Roma Multiservizi, società di proprietà per il 51% di… AMA.

Inevitabilmente, in quei quartieri, Roma Multiservizi vince l’appalto per la raccolta porta a porta dei rifiuti delle utenze non domestiche (aziende, negozi, ristoranti, ospedali, …) per la durata di18 mesi e quindi fino alla fine di aprile 2020 (solo per il Municipio di Ostia l’appalto dura per altri 18 mesi).

Così come già previsto dal bando di gara, non essendo finiti i fondi a disposizione di AMA per questo servizio, appaltato a seconda dei quartieri a diverse società, e non essendo ancora riusciti a fare un altro bando di gara (o trovare un’alternativa), l’appalto è stato prorogato per ciascuna società fino al concludersi dei fondi.

Tutte le società hanno accettato la proposta di proroga da parte di AMA, tranne la Roma Multiservizi che, è bene ricordarlo, è in realtà per il 51% della stessa AMA. Secondo la Roma Multiservizi, infatti, la commessa non sarebbe più conveniente, benché in realtà non cambi nulla rispetto ai termini iniziali del contratto.

Ed è così che 270 persone, dipendenti di Roma Multiservizi o di altre società minori a cui quest’ultima ha a sua volta subappaltato la commessa, dopo aver lavorato, al fine di garantire la raccolta dei rifiuti e quindi la già comprovata vivibilità della città, mentre tutta Italia stava a casa per proteggersi dal Coronavirus, rischiano di restare a casa senza lavoro, in un momento in cui la devastante crisi economica derivante dalla pandemia già mette a rischio 10 milioni di posti di lavoro.

«Fra i rifiuti raccolti – segnalano da FP CGIL Roma e Lazio – vi sono anche quelli di ospedali, residenze sanitarie per anziani e molte altre strutture che, con il persistere del rischio contagio da Coronavirus e l’inizio della “Fase 2” necessitano ulteriormente di servizi di pulizia efficaci e veloci».

Ma neanche questo sembra sufficiente affinché AMA, società interamente di proprietà del Comune di Roma, riesca a convincere la Roma Multiservizi, di cui detiene il 51%, a portare avanti il lavoro di raccolta porta a porta dei rifiuti non domestici almeno in questa situazione di grave emergenza.

Speriamo che, laddove non è riuscito il Comune di Roma, riesca almeno il Governo, per tramite del Prefetto di Roma Gerarda Pantalone, salvando così anche il lavoro di 270 persone che altrimenti andrebbero a ingrossare le fila di disperati che nei prossimi mesi non sapranno cosa dare da mangiare ai loro figli.

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".


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Fabrizio Capecelatro

Giornalista, dopo aver collaborato con diverse testate nazionali, fra cui Il Giornale e Il Fatto Quotidiano, si è specializzato in progetti nativi digitali. Dopo essere stato Brand Editorial Manager del network Nanopress, è approdato a Entire Digital come responsabile della redazione del network Notizie.it. È autore di tre libri inchiesta sulla criminalità organizzata ("Lo spallone - Io, Ciro Mazzarela, re del contrabbando", "Il sangue non si lava - Il clan dei Casalesi raccontato da Domenico Bidognetti", "Omissi 01 - La vera storia di Rosa Amato: camorrista per vendetta, pentita per amore") e insegna "Comunicazione digitale" presso l'Università Umanitaria. Nel 2019 ha vinto il "Premio Europeo di Giornalismo Giudiziario e Investigativo".

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