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Coronavirus, funziona cura con Tocilizumab a Bari: pazienti guariti

Anche al Policlinico di Bari si è mostrata efficace la terapia a base di Tocilizumab utilizzata per curare trenta pazienti affetti da coronavirus.

coronavirus-tocilizumab

Continuano i risultati positivi della terapia anti coronavirus basata sul farmaco anti artrite noto come Tocilizumab, sperimentata per la prima volta dall’oncologo Paolo Ascierto dell’Istituto Pascale di Napoli. Sarebbero infatti ormai guariti i trenta pazienti del Policlinico di Bari che nelle scorse settimane erano stati trattati con con questa cura, definita strabiliante anche dal direttore del reparto di Malattie infettive Gioacchino Angarano.

La struttura ospedaliera pugliese aveva iniziato a somministrare la terapia ai pazienti Covid-19 alla fine del mese di marzo.

Coronavirus, a Bari funziona il Tocilizumab

Stando a quanto detto dallo stesso professor Angarano, la cura a base di Tocilizumab “ha dato risultati strabilianti”, consentendo il trattamento ospedaliero di trenta pazienti affetti da coronavirus che nell’arco di qualche settimana si sono ristabiliti dalla malattia.

Inizialmente, il farmaco era stato testato su 11 pazienti Covid-19 in gravi condizioni di salute, per poi proseguire le sperimentazioni su pazienti meno gravi.

Prosegue quindi la sperimentazione di nuove terapie anti coronavirus da parte degli ospedali pugliesi, come confermato anche dallo stesso presidente di regione Michele Emiliano che lo scorso 11 aprile ha ventilato il prossimo avvio della cosiddetta terapia al plasma, già utilizzata con successo in Cina: “L’immunoterapia passiva con plasma dei pazienti convalescenti è stata utilizzata nel corso dell’epidemia da Covid-19 in Cina con risultati positivi”.

Il presidente Emiliano precisò inoltre che le sperimentazioni di nuove terapie contro il coronavirus avrebbero dovuto essere prima approvate dalla comunità scientifica: “In Puglia non lasciamo nulla di intentato: tutte le notizie scientifiche diffuse dalla comunità dei ricercatori vengono verificate e nel caso si iniziano le sperimentazioni, come sta avvenendo per l’utilizzo del plasma con gli anticorpi dei guariti”.

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