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Fase 2: rientro alla propria residenza o domicilio, come fare?

Fase 2, come fare a ritornare nella propria residenza o domicilio? Quali sono le regole da seguire e cosa cambia rispetto alla Fase 1 da coronavirus.

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Fase 2 da coronavirus: il rientro presso la propria residenza o domicilio sarà consentito. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte in occasione della conferenza stampa di presentazione della fase 2 e le sue parole, inoltre, trovano conferma nel testo firmato nella serata di domenica 26 aprile. “Chi si trova nelle condizioni di fuorisede – per motivi di studio o di lavoro – potrà fare rientro presso la propria residenza o domicilio”.

Questo diritto, come specificato dal premier Conte, non ha condizioni terze: per rientrare al proprio domicilio o residenza, infatti, non sono più necessari i motivi di urgenza, necessità, salute o lavoro. Dunque, questo il primo grande cambiamento tra la fase 1 e la fase 2 per quanto concerne chi si trova attualmente fuori dalla propria Regione di residenza.

Fase 2, residenza o domicilio: come fare?

Ma come fare ritorno a casa, ovvero rientrare nel proprio domicilio o residenza? L’iter è lungo e molto burocratico. Perché il soggetto, risiedente in una Regione diversa da quella di residenza, dovrà avviare una serie di pratiche che cambia tra le varie amministrazioni regionali. Bisognerà certamente contattare il 1500 e successivamente la regione di competenza per comunicare il proprio rientro; inoltre, bisognerà comunicare il rientro nella propria residenza o domicilio anche al medico di famiglia e all’Asl.

Prima di mettersi in viaggio, inoltre, bisogna munirsi di autocertificazione.

La fase 2, come noto, partirà dal 4 maggio e solo da quel giorno sarà possibile fare rientro – senza incorrere in sanzioni – presso la propria residenza. Quando si giungerà a ‘casa’, le soluzioni sono due: o svolgere la quarantena in un posto dove si vive da soli, oppure costringere i propri conviventi a dover rispettare il periodo di lockdown da coronavirus.

La vittoria dei fuorisede

Il ritorno nella propria residenza o domicilio – senza ulteriori condizioni – è una vittoria per i tantissimi fuorisede che negli ultimi giorni chiedevano a gran voce di poter rientrare nelle proprie abitazioni. E anche il premier Conte ha voluto sottolineare le gravi difficoltà che gli stessi hanno dovuto affrontare: “Lontano dagli affetti più cari, c’è chi ha perso il lavoro e chi non riusciva più a mantenersi. Per questo abbiamo preso questa decisione”.

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