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I barbieri tagliano i capelli in piazza a Napoli per protesta

A Napoli barbieri e parrucchieri sono scesi in piazza per chiedere la riapertura anticipata dei negozi prima di giugno.

napoli barbieri piazza
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Nella mattinata del 30 aprile i barbieri e parrucchieri di Napoli si sono radunati in piazza Bovio per sollecitare la riapertura dei negozi prima del mese di giugno. L’appello in uno slogan: “Fiducia a chi taglia in sicurezza, non a chi di nascosto infetta”.

Napoli, barbieri e parrucchieri in piazza

Nella mattinata del 30 aprile a Napoli barbieri e parruchieri sono scesi in piazza per sollecitare l’apertura dopo il lockdown per coronavirus, prevista addirittura a giugno.

Il salone improvvisato è stato allestito in piazza Bovio, davanti alla Camera di Commercio, dove una piccola rappresentanza delle associazioni Hair work team e Tricostyle, ha esposto uno striscione che racchiude la rabbia per il momento di crisi vissuta dai lavoratori sel settore: Fiducia a chi taglia in sicurezza, no a chi di nascosto infetta.

Riaprire comporta meno rischi

Il riferimento, come riportato nei volantini che poi sono stati distribuiti, è da attribuire a quei lavoratori abusivi che hanno continuato a lavorare recandosi di nascosto nella case dei vari clienti:” La nostra è una dimostrazione che, con le adeguate misure di prevenzione per noi e per i nostri clienti, è possibile lavorare in maniera sicura ed ridurre al minimo il rischio di contagio.

Barbiere e cliente, durante la protesta, erano infatti dotati di mascherine, guanti e visiera parafiato“, ha commentato una portavoce. ” Lavorare di nascosto e a domicilio aumenterebbe sicuramente per tutti il pericolo di contagio quindi bisogna aprire al più presto. Oggi c’è esasperazione tra i colleghi molti dei quali non riescono neanche a provvedere al cibo per la propria famiglia e l’ipotesi di recarsi loro dai clienti diviene sempre di più una esigenza di sopravvivenza”.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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