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Bimbo di 8 mesi positivo al coronavirus operato con successo a Milano

Un bimbo di 8 mesi affetto da idrocefalia e positivo al coronavirus è stato operato con successo a Milano.

bimbo muore soffocato enna
bimbo muore soffocato enna

I neurochirurghi dell’ospedale Policlinico di Milano hanno operato con successo un bimbo di 8 mesi affetto da idrocefalia. Questa malattia provoca l’accumulo di liquidi nel cervello che, con il passare del tempo, rischia di provocare gravi danni. Per questo motivo il piccolo, che era anche positivo al coronavirus, è stato operato.

Si tratta del bimbo più giovane che sia riuscito a superare e affrontare questa delicata operazione. Un grande successo che provoca molta gioia in un momento particolarmente delicato.

Milano, bimbo di 8 mesi operato

Il piccolo aveva subito una prima operazione grazie ai neurochirurghi Marco Locatelli e Giorgio Carabba,che avevano posto delle speciali valvole con il compito di limitare lo stress da pressione a cui il cervello era stato sottoposto. Infatti, l’idrocefalia comporta un flusso di liquidi nel cervello che potrebbe provocare, con il passare del tempo, danni molto gravi. Tali valvole, però, avevano smesso di funzionare, costringendo i dottori a effettuare una seconda operazione.

Così, un bimbo di 8 mesi è stato operato al Policlinico di Milano e ha superato con successo le difficoltà. I genitori lo hanno trasferito al pronto soccorso, dove – secondo la prassi – è stato sottoposto al tampone ed è risultato anche positivo al coronavirus.

Dopo un intervento di 48 ore, il piccolo è guarito dall’idrocefalia ed è il primo episodio di bambino così piccolo (affetto da Covid-19) ad essere sottoposto a un intervento chirurgico di tale delicatezza. Ma non finisce qui: il bimbo è anche stato curato ed è guarito dal coronavirus.

L’infezione, comunque, è stata “un’ulteriore difficoltà per i neurochirurghi”, ha spiegato Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano. “Per portare a termine un’operazione molto delicata su un bambino così piccolo” occorre prudenza ed esperienza. Inoltre, durante l’operazione i chirurghi hanno dovuto dotarsi di “tutti i necessari dispositivi di protezione anti-coronavirus che – continua Belleri – non solo ingombrano i movimenti, ma rendono molto più complicate tutte le manovre col bisturi in sala operatoria”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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