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Coronavirus, la pandemia finirà tra 18-24 mesi: lo dicono gli esperti

Coronavirus, quando finirà la pandemia globale? Secondo uno studio di esperti americani bisognerà attendere ancora 18-24 mesi.

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Coronavirus, quando finirà la pandemia? Il parere degli esperti

Quando finirà la pandemia da Coronavirus? Quello che si chiedono in tanti potrebbe avere finalmente una risposta. Ma è un’ipotesi che farà sorridere nessuno: bisognerà attendere ancora 18-24 mesi. Ad affermarlo è uno studio americano del Center for Infectious Disease Research and Policy (CIDRAP) dell’Università del Minnesota.

Un virus per il quale non è ancora stata scoperta l’arma letale: non c’è un vaccino per il Covid-19 e, secondo gli studiosi, non lo avremo in tempi brevi. Per questo prima di poter convivere con il coronavirus bisognerà attendere che: “Il 60-70% della popolazione di tutto il mondo avrà contratto definitivamente la malattia“. L’epidemiologo della Harvard School of Public Health Marc Lipsitch, sostiene che: “Sulla base delle più recenti pandemie di influenza, questa durerà probabilmente dai 18 ai 24 mesi”.

Coronavirus: quando finirà la pandemia

Questo lasso di tempo consentirà di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge che si svilupperà gradualmente nella popolazione. Ciò porterà a uno scenario sempre peggiore con con una seconda ondata di infezioni in autunno e in inverno.

E il vaccino? È ancora troppo presto: “Probabilmente non sarà disponibile almeno fino a una data imprecisata del 2021”. Sono tre gli scenari che gli studiosi prendono in esame. Il primo è quello che dopo l’ondata di primavera (quella in corso), ce ne saranno altre più piccole già a partire dall’estate, per un periodo che può andare da 1 a 2 anni. Ondate che diminuiranno gradualmente solo nel 2021, ma tutto varierà da regione a regione, da Stato a Stato. Sarà necessario, in questo periodo, rafforzare e allentare continuamente le misure di lockdown.

Il secondo scenario, invece, prevede che dopo questa ondata, ce ne saranno altre due in autunno e in inverno 2020, seguite poi da altre più piccole nel 2021. Questo significa che sarà necessario ritornare a misure più stringenti già in autunno: solo così sarà possibile evitare nuovi decessi e il collasso del sistema sanitario. Infine, il terzo scenario prevede che se la pandemia si diffonderà in maniera più lenta, allora non sarà necessario il ripristino del lockdown, sebbene continueranno a esserci casi e decessi. Dovremo imparare a conviverci con tutti i rischi del caso.

Cosa dovranno fare gli Stati

Secondo lo studio americano sarà compito degli Stati farse trovare pronti. Come fare? Anzitutto non dovranno farsi trovare impreparati e, dunque, dovranno pianificare lo scenario peggiore, il secondo, senza vaccini e senza immunità di gregge; inoltre, dovranno prevedere strategie per garantire adeguata protezione agli operatori sanitari oltre a sviluppare piani concreti per fare fronte ai picchi di contagi. Inoltre, dovranno parlare chiaramente alla popolazione, spiegando che il Coronavirus non finirà presto e e che potrebbe ripresentarsi nei prossimi due anni.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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