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Coronavirus, ipotesi su Atalanta-Valencia: la miccia del caso Bergamo

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Quello di Bergamo è senza dubbio il focolaio di coronavirus più importante d'Italia: il match Atalanta-Valencia potrebbe essere stato una delle cause.

La partita Atalanta-Valencia come possibile miccia del focolaio di coronavirus della provincia di Bergamo: è una delle ipotesi che da tempo circolano tra gli esperti di virologia ed epidemiologia italiani e che potrebbe forse spiegare l’improvvisa esplosione del cluster orobico subito dopo i primi casi di Covid-19 riscontrati nel lodigiano.

Il match giocato allo stadio Giuseppe Meazza di Milano lo scorso 19 febbraio, quando ancora non era minimamente immaginabile ciò che sarebbe accaduto pochi giorni dopo, potrebbe essere stato un potenziale incubatore per il virus Sars-CoV-2.

Coronavirus, l’ipotesi Atalanta-Valencia

Ad illustrare la possibilità che la partita Atalanta-Valencia possa aver contribuito alla diffusione del coronavirus nel Nord Italia è il professor Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immuno-infettivologia del policlinico Umberto I di Roma, che a tal proposito ha affermato: “Uno di questi episodi [di contagio ndr], tra i più eclatanti, potrebbe essere stato proprio quello. L’apice in termini di euforia collettiva di una stagione calcistica unica nella storia del club”.

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L’immunologo Le Foche ha infatti spiegato come l’euforia per la vittoria e l’elevata concentrazione di individui – tra i quali alcuni probabilmente già infetti – in uno spazio ristretto come quello di uno stadio abbia potuto avere dirette conseguenze sullo scenario sanitario bergamasco delle settimane successive: “Ci sta. È passato un mese da quella partita.

I tempi sono pertinenti. L’aggregazione di migliaia di persone, due centimetri l’una dall’altra, ancor più associate nelle comprensibili manifestazioni di euforia, urla, abbracci, possono aver favorito la replicazione virale”.

Le parole di Walter Ricciardi

A confermare l’ipotesi del professor Le Foche ci ha pensato anche il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi, che proprio in riferimento alla partita ha evidenziato anche lui il legame con il focolaio bergamasco: “Credo che quella partita del 19 febbraio, Atalanta-Valencia, abbia giocato un ruolo importante.

Un terzo della popolazione di Bergamo si è concentrata in un stadio e poi ha festeggiato. […] Non è un caso che quella di Bergamo sia la zona più colpita e non caso che Valencia, cioè i cittadini che sono passati dall’Italia alla Spagna, abbiano fatto da trasmettitore nel loro Paese”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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