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Fase 2, il piano per riaprire le scuole a giugno: come sarà possibile

Fase 2, le scuole possono riaprire a giugno? Sarà possibile grazie a un piano sottoposto a una task force guidata dal Ministro Azzolina.

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Fase 2 e scuole a giugno: il doppio piano proposto al Governo

Fase 2, sarà possibile aprire le scuole a giugno? Nonostante il Governo abbia già sottolineato l’intenzione di far ritornare gli alunni in aula solo a partire da settembre, c’è chi vuole continuare a provare a far tornare gli studenti in classe.

Ed è per questo che alla task force guidata dal Ministro dell’Istruzione Azzolina sono stati sottoposti due piani specifici. “Scuole aperte, società protetta” è il titolo del piano prodotto dal Politecnico di Torino, che si basa su ingressi e uscite scaglionati a intervalli regolari di tempo, per evitare gli assembramenti, attività all’aperto e teledidattica, dimezzamento del numero di alunni per classi con turnazioni. Anche il piano di Stefano Parisi, elaborato con il Prof.

Giuseppe Bertagna, dell’Università degli Studi di Bergamo, e Emmanuele Massagli, Presidente di ADAPT, Università di Modena nell’ambito del Piano Operativo ‘Ricostruire Italia’, si basa sulla necessità di dividere gli studenti in piccoli gruppi e dividere le loro attività tra studio in aula, e-learning, altre attività in luoghi di cultura, altre attività all’aperto.

Fase 2 e scuole: come riaprire a giugno

Come riaprire a giugno le scuole durante la fase 2? Anzitutto, dimezzando il numero di alunni in aula. Per la ripresa della scuola in Italia è necessario definire un protocollo nazionale che, secondo il Politecnico, deve seguire un protocollo come quello redatto per la ripartenza delle attività produttive. “La scuola ed i servizi educativi per la prima infanzia sono altrettanto cruciali delle attività produttive per la ripresa del Paese e si evidenzia come il sistema educativo risponde a problemi di conciliazione famiglia-lavoro per i genitori, ma soprattutto ai diritti costituzionali dei bambini e dei ragazzi a ricevere un’istruzione e ad avere accesso alle risorse per il pieno sviluppo delle proprie capacità. Esigenze e diritti – si sottolinea – che sono stati, forse inevitabilmente, compressi in queste settimane con conseguenze negative che hanno allargato le disuguaglianze sociali tra bambini”.

Per nidi e scuole dell’infanzia occorre contemperare il rapporto educatori/bambini in termini di necessità di cura e accudimento e quella della sicurezza in termini di salute. Per i nidi il numero di bimbi per educatrice è il parametro di riferimento. Al nido 0/3 anni il rapporto numerico lattanti/educatrici attualmente è 5 (da 0 a 12 mesi), 6 per i piccoli (da 13 a 24 mesi) 8 per i grandi (da 25 a 36 mesi). Si ipotizza di portare il numero massimo a 5-6 per tutte e tre le fasce di età, al fine di tenere meglio sotto controllo non solo i bambini, ma il numero di genitori che ruota attorno a loro.

Le sezioni della scuola dell’infanzia attualmente sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili: in questo caso è consigliabile non superare i 10 bambini per gruppo. Per i più grandi, quindi dalla primaria in su, si prevede il dimezzamento del numero degli allievi per classe, e l’implementazione di un’alternanza della didattica a distanza e in presenza prevedendo metà gruppo in classe e metà a casa con turnazioni periodiche.

La seconda proposta per le scuole a giugno

Il secondo piano per riaprire le scuole a giugno è quello presentato al capo della task force del governo, Vittorio Colao. Stefano Parisi, con il progetto ‘Riparti Italia’, propone di riaprire le scuole subito, da giugno a settembre. Anche in questo caso si propone una suddivisione di alunni, in gruppi da otto. Su base giornaliera e/o settimanale dovranno essere distribuiti su attività intra-moenia, e-learning da casa, altre attività in luoghi di cultura come musei, palazzi d’epoca, esposizioni, teatri, e attività sportive (anche visite a parchi e giardini botanici).

Le attività in questo schema si svolgono dalle 8 alle 17, e la scuola può se crede usare anche il sabato mattina per garantire la turnazione. Visto che il numero di insegnanti attualmente in forza alle scuole non sarebbe sufficiente, si propone di ricorrere, come fatto nell’ambito del sistema sanitario, agli studenti universitari che frequentano corsi di laurea che abilitano all’insegnamento.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Nicoletta Sassu
2 Maggio 2020 16:24

Ho letto bene? Da giugno a settembre? Così questo ragazzini chiusi in casa da mesi neanche al mare li possiamo portare? E poi scusate: chi li accompagna a scuola nei diversi orari? Immagino Roma: il traffico, gli orari,il caldo e quant’altro compresa mascherina obbligatoria e distanza, senza dimenticare la paura del contagio che la fa da padrona!! A meno che il piano non sia su base volontaria: chi vuole ritorna a scuola mentre altri possono seguire da casa! Grazie dell’attenzione!


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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