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Perché la bici è il mezzo ideale per la fase 2?

Durante la fase 2 da Coronavirus la bici è il mezzo ideale: a riferirlo sono gli esperti. Le proposte per il ritorno alla normalità.

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Fase 2 bici: perché è questo il mezzo ideale a partire dal 4 maggio?

Durante la fase 2 sarà possibile andare in bici. A confermarlo sono anche le Faq del Governo che a tal proposito ricordano: “In merito all’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che proseguono l’attività di vendita.

È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività motoria all’aperto. In ogni circostanza deve comunque essere osservata la prescritta distanza di sicurezza interpersonale”. Ma perché la bici è il mezzo ideale per la fase 2? La bicicletta, infatti, è considerato come mezzo di trasporto ideale nel passaggio dal lockdown alla normalità, quando l’accesso ai mezzi pubblici sarà limitato per tenere le distanze fra le persone, e l’uso delle auto private porterà traffico e inquinamento. A sostenerlo è la Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta, la rete delle associazioni ciclistiche italiane) che ha proposto alla sindaca di Roma Virginia Raggi un piano di mobilità ciclistica per la capitale, da far partire all’inizio della fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Fase 2: perché scegliere la bici

Perché, dunque, scegliere la bici durante la fase 2? “A quanto sostengono i media – scrive la Fiab in una lettera aperta alla sindaca -, questa Amministrazione di Roma Capitale sta valutando l’ipotesi di far salire sui mezzi pubblici un numero contenuto di passeggeri (muniti di mascherina e guanti) tale da rispettare la distanza di un metro imposta dai decreti anti-Covid.

Detta soluzione sicuramente ridurrà il rischio di contagio, ma allo stesso tempo comporterà che un alto numero di passeggeri abituali, non riuscendo a usufruire dei mezzi pubblici e in mancanza di valide alternative, farà ricorso all’utilizzo dei mezzi a motore privati”.

La Fiab, associazione di categoria, propone quindi all’amministrazione di Roma Capitale una rete di bike lane che restringano anche provvisoriamente le carreggiate stradali: il giro delle Mura, l’asse Tuscolana-Nomentana, l’asse Nomentana-Ostiense, l’asse Piazza Venezia – v.le Trastevere – Circ.ne Gianicolense, l’asse Tiburtino da Ponte Mammolo al Polo universitario la Sapienza. Durante la fase 2, secondo la proposta giunta sulla scrivania della sindaca Raggi, si potrà dare priorità alla percorribilità di tutte le corsie preferenziali alle biciclette, la possibilità di parcheggiare le bici sui marciapiedi, la realizzazione di Zone 30 (dove la velocità massima consentita è 30 km all’ora), una campagna di comunicazione per la mobilità dolce e sostenibile, convenzioni con le società di bike sharing, agevolazioni per acquisto delle biciclette.

La bici a favore dell’ambiente

Ma non è solo questione di praticità. Utilizzare la bicicletta potrebbe comportare una riduzione dell’inquinamento, come già avvenuto nel corso degli ultimi due mesi. Per questo, anche gli ambientalisti sono a favore della bici come mezzo di trasporto principale: “Ci siamo abituati a godere dell’alta qualità dell’aria e sono in corso ricerche che porterebbero a collegare la diffusione del virus con la presenza di polveri sottili nell’aria”. Ora quindi “ci troviamo di fronte a un bivio, pericoloso e preoccupante: la capacità di reagire con un piano di incentivazione della mobilità attiva può fare la differenza”.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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claudio
4 Maggio 2020 16:40

E’ possibile che sia necessario fare in fretta su ‘ste cose perché poi, quando è passato il corona virus, non gliene frega più niente a nessuno?!? Ma c’è qualcuno che si rende conto che incidenti e inquinamento stavano facendo più morti del corona virus da almeno una trentina di anni? E’ un’emergenza cronica a prescindere dal corona virus e va risolta in qualsiasi modo si comporti lo stramaledetto virus. Non è che morire di cancro sia meno doloroso che morire di corona virus e nemmeno spiaccicato sull’asfalto da un auto. Cominciamo a proporre il distanziamento sociale anche per le auto… Leggi il resto »


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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