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Fase 2, Burioni da Fazio: “Non so se siamo pronti a riaprire”

La fase 2 inizia tra dubbi e incertezze: Burioni rivela a Fazio che forse l'Italia non è pronta per la ripresa delle attività.

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Roberto Burioni è incerto sulla fase 2 e ospite in studio da Fabio Fazio rivela: “Non so se siamo pronti a riaprire e a dare il via a una nuova fase”. Dal 4 maggio, infatti, sono 4,4 milioni i lavoratori che riprendono le loro attività ma molti sono ancora fermi.

Ci sono dubbi sulla ripresa di bar, ristoranti e locali aperti al pubblico e aumentano le proteste dei commercianti in ginocchio. Quali sono i nodi ancora da sciogliere?

Fase 2, Burioni da Fazio

“Per ripartire – sostiene il virologo Buroni davanti a Fabio Fazio – è essenziale rispettare i protocolli di sicurezza, ma siamo davvero sicuri che siamo pronti a fare tamponi in modo tempestivo ai 4 milioni di lavoratori che domani (4 maggio, inizio della fase 2 ndr.) riprenderanno le loro attività? E siamo sicuri che tutti gli operatori sanitari avranno dpi adeguati?”.

“Un altro problema è il tracciamento dei contatti delle persone positive e la necessità di imporre l’isolamento in tempi adeguati – ha aggiunto Burioni -, la tempestività è tutto e forse anche in questa fase dovremo fare affidamento ai sacrifici e alla responsabilità dei cittadini”.

In video collegamento, Domenico Arcuri – commissario straordinario per l’emergenza – replica a Burioni: “Stiamo per iniziare il secondo tempo di una partita di cui non conosciamo ancora la durata. Abbiamo il doppio dei ricoverati in terapia intensiva rispetto al primo giorno di lockdown, ma siamo più pronti perché abbiamo aumentato i posti e creato ospedali e reparti Covid in tutta Italia”.

“L’indice di contagio – prosegue Arcuri – oscilla tra 0,5 e 0,7. Abbiamo già messo a disposizione 3,7 milioni di tamponi, nelle prossime settimane ne arriveranno altri 5 milioni. Lo facciamo chiedendo una responsabilità straordinaria a tutti i nostri cittadini, che l’hanno dimostrata in tutte queste settimane. Igiene, distanziamento ed evitare assembramenti, ma non basta, servono altre tre cose: le mascherine, i tamponi e i test sierologici, oltre al tracciamento”.

Infine, Burioni si è soffermato anche sui bambini, rivelando che “sono un serbatoio ideale per il virus, la loro carica virale è uguale a quella degli adulti ma non presentano sintomi gravi, senza febbre”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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