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Regolarizzazione migranti, i braccianti: “Non è ancora abbastanza”

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I braccianti, dopo aver ottenuto la regolarizzazione per i migranti, affermano di essere discretamente soddisfatti: "Ma non è ancora abbastanza".

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Regolarizzazione migranti non sufficiente per i braccianti

La regolarizzazione dei migranti – voluta fortemente dal ministro Bellanova e approvata dal Governo Conte – è una misura che soddisfa a metà i braccianti. I diretti interessati, infatti, evidenziano come questo provvedimento non sia ancora abbastanza in virtù di quanto previsto dai decreti sicurezza ancora in vigore che hanno ‘cancellato’ tutto.

A far presente i disagi dei braccianti è Raffaele Falcone della Flai Cgil che, in un’intervista concessa a Open, evidenzia tutte quelle che sono le sue perplessità: “Sei mesi possono sembrare pochi, e sicuramente non sono abbastanza”, dice Falcone che comunque riconosce come sia un lasso di tempo utile: “Per cambiare gli equilibri della loro vita”.

La regolarizzazione dei migranti

Per Falcone il vero problema continuano a essere i Decreti Sicurezza. Dopo la loro approvazione, infatti, i ghetti si sono riempiti di persone diventate tutto d’un tratto irregolari. Una massa di braccianti si è trovata da un momento all’altro a non avere più i requisiti per essere in regola. Tant’è che il sindacalista utilizza termini come ‘catastrofe’: “Io parlo con le persone ogni giorno. Vorrebbero un contratto di lavoro, un permesso.

Anche solo per tornarsene a casa loro”.

Prima del Coronavirus: “I caporali e le aziende potevano minacciare di non assumere vista l’enorme richiesta di lavoro – racconta Falcone -. Ora, con bulgari e romeni bloccati nei Paesi di provenienza, queste persone hanno dalla loro un’arma in più per far valere i propri diritti”. Con l’approvazione del provvedimento per la regolarizzazione dei migranti il sindacalista spera in un aumento dei controlli: “Se ti trovano con decine di lavoratori in regola le multe sono salate.

Questo potrebbe essere un altro incentivo per fare contratti di lavoro a queste persone”.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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