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Coronavirus, parla Remuzzi: “La malattia è cambiata, ce la faremo”

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Intervenendo a Live non è la D'Urso, il ricercatore Giuseppe Remuzzi ha spiegato che stiamo per vincere la battaglia contro il coronavirus.

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Secondo il ricercatore Giuseppe Remuzzi, se continueremo a rispettare le norme anti coronavirus potremo dire di aver vinto la battaglia contro la pandemia. Il medico e ricercatore presso l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Bergamo ha infatti spiegato come la malattia sia sostanzialmente cambiata rispetto alle prime fasi, con l’afflusso dei malati negli ospedali che è diminuito sensibilmente nelle ultime settimane.

Coronavirus, parla Giuseppe Remuzzi

Interpellato sull’argomento nella trasmissione televisiva Live non è la D’Urso, il professor Remuzzi ha illustrato il suo parere in merito all’andamento della pandemia nel caso continuino ad essere rispettate le principali regole di prevenzione sanitaria: “Io sono abbastanza ottimista.

Se stiamo attenti e se facciamo tre semplici cose, cioè stare lontani l’uno dall’altro, lavaci le mani e evitare gli assembramenti, io penso che ce la faremo”.

Remuzzi ha inoltre commentato l’evoluzione della malattia anche sulla base dei ricoveri in terapia intensiva: “La malattia è cambiata, abbiamo a che fare con una malattia completamente diversa, non ci sono più nuovi pazienti in terapia intensiva ci sono quelli di quattro o cinque settimane fa e anche quelli stanno gradualmente tornando a casa”.

La salute dei bambini

Per quanto riguarda l’effettiva contagiosità dei bambini, il professore si è detto sicuro di una loro minore vulnerabilità al coronavirus, anche se precisa comunque come siano necessari ulteriori studi in merito: “Per i bambini in realtà non c’è un grandissimo pericolo, perché è vero che i bambini si infettano ma si infettano meno degli adulti. Ci sono bellissimi lavori che fanno vedere come i bambini non si ammalino quasi mai e anche sul fatto che siano contagiosi c’è al momento molta discussione tra i medici”.

In conclusione alle sue dichiarazioni, Remuzzi ci tiene comunque a sottolineare come anche con i bambini sia necessario prendere le dovute precauzioni per scongiurare il rischio di contagio: “In ogni caso anche per i bambini serve un minino di buon senso, non facciamoli giocare tutti insieme ma troviamo il modo per fargli passare una bellissima estate sapendo che i bambini nella stragrande maggioranza dei casi non si ammalano”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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