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Reddito di cittadinanza, 500mila euro in sussidi alla ‘ndrangheta

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Il Reddito di cittadinanza finisce alla 'ndrangheta: l'indagine della gdf di Reggio Calabria scopre una truffa da 500mila euro.

Reddito di cittadinanza 500mila euro 'ndrangheta

La Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha concluso un’operazione che ha fatto emergere come ben 101 tra boss e gregari delle principali cosche di ‘ndrangheta calabresi abbiano richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza con un valore complessivo dei sussidi pari a 500mila euro.

Tra questi c’è anche uno dei figli di quello che è stato definito il Pablo Escobar italiano, Roberto Pannunzi, detto Bebè e considerato dagli investigatori italiani e statunitensi uno tra i più grandi broker mondiali di cocaina. È noto, nell’ambiente criminale, per non contare mai i soldi, che vengono invece pesati. Il suo primo figlio, Alessandro, è sposato con la figlia di uno dei produttori più importanti di cocaina della Colombia ed è stato anche condannato in via definitiva per l’importazione di svariati quintali di stupefacenti in Italia.

Nel 2019 era uscito dal carcere ed aveva subito chiesto il reddito di cittadinanza, ottenuto nonostante nella pratica avesse omesso persino di indicare la propria residenza.

Reddito di cittadinanza 500mila euro ‘ndrangheta

L’erede di Bebè non è l’unico esponente di spicco ad avere ricevuto il reddito di cittadinanza. I finanzieri hanno riscontrato casi anche nelle cosche di Gioia Tauro e delle ‘ndrine reggine dei Tegano e Serraino, ma anche capibastone della Locride appartenenti ai Commisso-Rumbo-Figliomeni di Siderno, Cordì di Locri, Manno-Maiolo di Caulonia e D’Agostino di Canolo. All’Inps sono stati segnali i nominati degli associati alla ‘ndragheta ed ora dovrà l’istituto dovrà provvedere alla revoca dei benefici derivanti dal sussidio ai boss e al recupero delle somme già elargite, come detto pari a più di di 500mila euro.

Le indagini dei finanzieri sono partite dagli elenchi delle Procure di Reggio Calabria, Locri, Palmi, Vito Valentia e Verbania degli oltre 500 soggetti gravati da pesanti condanne passate in giudicato, per reati riferibili ad associazione di stampo mafioso. I boss e gregari individuati risultano organici alle maggiori cosche della provincia di Reggio Calabria, con diramazioni anche in altre realtà del Paese e ruoli gerarchici diversificati nelle loro consorterie.

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.


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Riccardo Castrichini

Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing. Dopo un Master al Sole24Ore ha collaborato con TGcom24, IlGiornaleOff e Radio Rock.

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