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La Jabil di Marcianise in sciopero: licenziati 190 lavoratori

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La Jabil licenzia 190 dipendenti nella sede di Marcianise, in Campania, sollevando uno sciopero che potrebbe costare molto caro alla multinazionale.

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La multinazionale Jabil con sede a Marcianise, in Campania, licenzia 190 dipendenti, provocando uno sciopero.

A Marcianise, a pochi chilometri da Caserta, la multinazionale Jabil, gruppo statunitense dell’elettronica, licenzia ben 190 operai, scatenando uno sciopero dei lavoratori, mentre l’Italia è ancora in allerta Coronavirus. Il tutto avviene senza rispettare il Decreto Rilancio, nel cui testo è sospesa fino a metà agosto la possibilità di licenziamenti senza motivo giustificato.

Il caso Jabil e lo sciopero a Marcianise

Jabil è una società americana che opera nel settore della produzione di componenti elettronici e circuiti per produttori di apparecchiature globali hi-tech. Fondata nel 1966, possiede 120 stabilimenti e 200mila dipendenti in giro per il mondo.

I lavoratori di Marcianise, molti dei quali in cassa integrazione, hanno da subito iniziato uno sciopero a oltranza e i sindacati ora chiedono una pronta risposta e da parte del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro Patuanelli e di tutto il governo perché “non può essere permessa una decisione inaccettabile come questa che può rappresentare un inammissibile precedente.

I sindacati

“Mettere in mezzo alla strada tutti quei lavoratori durante una pandemia è decisione intollerabile e illegale. Un atteggiamento irresponsabile da parte della società americana”, dichiara Rocco Palombella che è il leader dei metalmeccanici della Uil.

Davanti ai cancelli dell’azienda si forma un presidio spontaneo e Fim, Fiom e Uilm proclamano lo sciopero a oltranza. “A questo atto scellerato ci deve essere una pronta risposta del governo, altrimenti si crea un precedente pericolosissimo” aggiunge Michele Paliani, coordinatore nazionale sempre della Uilm.

Il Decreto Rilancio non aiuta

Recita così il cosiddetto Decreto Rilancio del 19 maggio 2020: ” indipendentemente dal numero dei dipendenti, il datore di lavoro non può recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ex art.

3 della legge 15 luglio 1966, n. 604″. In realtà, Jabil sostiene di licenziare esattamente norme alla mano, visto che i decreti parlano di “procedure pendenti avviate successivamente al 23 febbraio 2020”.

Per quanto riguarda il caso di Marcianise, inoltre, le procedure di licenziamento si sono messe in moto nel giugno dello scorso anno, quando l’azienda aveva annunciato 350 esuberi sul totale di 700 dipendenti.


Un momento amaro

L’azienda non si ferma neanche davanti al dramma della pandemia” afferma Michele Madonna, rappresentante Fiom. “Siamo disperati e abbiamo dovuto anche sopportare l’umiliazione dei controlli della Digos quando al presidio qui davanti ci siamo riuniti in una ventina per rispettare il divieto di assembramenti”.

Nato il 13 Marzo 1991 a Milano, città dove tuttora risiede. Laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sul teatro indiano. Lavora come Ufficio Stampa e Digital PR per la Compagnia Teatrale PianoinBilico. Scrive racconti (il suo libro, “Il tempo è il binario di un tram” è prossimamente in uscita) ed è un inguaribile curioso.


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Federico Riccardo

Nato il 13 Marzo 1991 a Milano, città dove tuttora risiede. Laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sul teatro indiano. Lavora come Ufficio Stampa e Digital PR per la Compagnia Teatrale PianoinBilico. Scrive racconti (il suo libro, “Il tempo è il binario di un tram” è prossimamente in uscita) ed è un inguaribile curioso.

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