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Coronavirus, il sondaggio che mostra le carenze della scuola italiana

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Un recente sondaggio ha evidenziato le principali criticità sanitarie delle scuole italiane per capire come affrontare il post emergenza coronavirus.

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Tra i settori della società italiana che sono stati maggiormente colpiti dall’emergenza coronavirus c’è sicuramente quello della scuola, la quale proprio a causa della pandemia è stata costretta a misurarsi con una serie di cambiamenti didattici che ne hanno evidenziato in alcuni frangenti l’ormai palese arretratezza.

Al di là però delle difficoltà nell’implementazione di misure come la didattica a distanza, un recente sondaggio ha voluto interpellare direttamente gli alunni per chiarire se le criticità della scuola italiana siano dovute alla contingente emergenza sanitaria o se siano invece un problema persistente da molto più tempo.

Coronavirus, il sondaggio sulla scuola italiana

Il sondaggio, condotto dal portale Skuola.net in collaborazione con l’esperto in sicurezza sui luoghi di lavoro Tommaso Barone, ha chiesto a oltre 25mila studenti delle scuole medie e delle scuole superiori di tutta Italia di rispondere a un questionario in merito all’aspetto igienico sanitario dei propri istituti scolastici, al fine di capire se questi ultimi sarebbero stati in grado di attrezzarsi adeguatamente per la ripresa delle lezioni alla fine dell’emergenza Covid.

Le condizioni dei bagni

Dalle risposte degli alunni è purtroppo emerso come la pulizia degli ambienti scolastici sia quasi sempre un tasto dolente, anche prima della pandemia, con soltanto il 16% dei ragazzi che ha ammesso di frequentare una scuola in cui i bagni sono sempre puliti. Per il 10% i servizi igienici sono invece perennemente sporchi, mentre due terzi degli studenti dichiarano sufficienti le condizioni igieniche dei bagni della propria scuola.

Lo stato in cui versano i bagni delle scuole italiane appare emblematico nel contesto di una ripartenza dell’anno scolastico post coronavirus, dato che a partire dal prossimo settembre gli istituti dovranno attrezzarsi per far rispettare le norme sanitarie previste per contenere un’eventuale seconda ondata della pandemia. Tra le suddette norme è ovviamente presente anche l’obbligo di lavarsi le mani, che però già oggi non può essere espletato nella maggioranza degli edifici scolastici

Il 35% degli studenti infatti non ha mai visto il sapone nei bagni della propria scuola, mentre un altro 21% afferma di averlo trovato raramente.

Percentuali che salgono enormemente se si va nel Sud Italia, dove la carenza di sapone o igienizzanti è stata riscontrata da parte di ben 7 alunni su 10. Discorso analogo per la carta igienica, che sembra non esistere per il 33% degli studenti intervistati e appare invece raramente per un altro 20%, mentre soltanto uno studente su quattro ha affermato di aver visto nella propria scuola la carta assorbente per asciugarsi le mani. Nonostante ciò la maggioranza degli alunni, il 76% al Nord e il 57% al Sud, considera accettabile il livello di pulizia generale del proprio istituto.

Il sovraffollamento delle aule

Altro tema da anni al centro delle discussioni sulla sicurezza delle scuole è quello del sovraffollamento degli ambienti, con quasi la metà degli intervistati (il 47%) che ammette di essere costretta a seguire le lezioni in classi che vanno dai 20 ai 25 alunni, mentre uno studente su cinque condivide l’aula con più di 25 compagni. Soltanto il 30% degli alunni svolgeva le proprie lezioni in classi al di sotto dei 20 alunni.

La questione del sovraffollamento non coinvolge però soltanto le aule. Secondo il 51% degli intervistati infatti scale, corridoi e cortili non sono abbastanza spaziosi da poter contenere tutti, mentre per quanto riguarda la ricreazione sembra che i ragazzi cerchino di ripartirsi in maniera equa proprio per evitare situazioni di affollamento, con il 34% che afferma di svolgere l’intervallo in classe, il 39% in corridoio e solo il 25% in cortile.

Un problema non da poco se si pensa che il tema del distanziamento sociale sarà uno dei cardini su cui si innesterà la futura politica scolastica di contenimento del coronavirus. Problemi analoghi sono stati riscontrati anche in merito al tragitto casa-scuola, che per il 41% degli alunni è effettuato tramite mezzi pubblici quasi sempre sovraffollati.

Le probabili soluzioni

Tra le ipotesi attualmente al vaglio per superare il nodo del sovraffollamento vi è la turnazione delle lezioni, con parte della classe che si reca in classe e un’altra parte che invece la segue da casa via internet. Turnazione che però potrebbe avvenire anche escludendo totalmente la didattica a distanza e suddividendo le classi in due gruppi, uno che segue le lezioni la mattina e un altro il pomeriggio.

Secondo quanto emerso dal sondaggio, il 72% degli alunni intervistati preferirebbe continuare con un mix di didattica a distanza e lezioni frontali, mentre soltanto il 35% accetterebbe di frequentare le lezioni anche durante il pomeriggio. Si segnala infine un 22% particolarmente ottimista, che spera invece si possa tornare alla normalità entro il mese di settembre.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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