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Nelle scuole elementari torna il giudizio, stop ai voti numerici

Nelle scuole elementari torna il giudizio che andrà a sostituire i voti numerici.

scuola elementare torna giudizio

Un emendamento presentato dai senatori Verducci, Iori e Rampi e approvato in Commissione Cultura e Istruzione, prevede che dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni nella scuola elementare torni al giudizio e non sarà dunque più espressa con i voti numerici.

L’emendamento – ha detto la senatrice Vanna Iori all’ANSA – prevede che nella scuola primaria i bambini non possano essere considerati dei numeri. Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino. Ovviamente vanno trovate le parole adeguate e la valutazione va fatta in termini di giudizio sintetico. Il giudizio – aggiunge – tiene conto della specificità e della individualità di ogni singolo bambino mentre il voto numerico livella e rende tutti uguali, anche se ci sono diverse motivazioni dietro a quel voto”.


Scuola elementare: torna il giudizio

Nella scuola continua poi a tenere banco la questione relativa al concorso straordinario per gli insegnanti precari.

La ministra Azzolina vuole che l’assunzione dei nuovi maestri e professori avvenga tramite un concorso che si terrà ad autunno 2020 e che avrà effetto retroattivo per le assunzioni degli insegnanti. Si tratterà di un test a risposta aperta, ma, dopo un primo assenso, Pd e LeU hanno respinto la proposta, dichiarando di preferire una differente modalità di selezione dei nuovi insegnanti. “Non è soddisfacente al 100% ma è un passo in avanti”, dice la senatrice di LeU Loredana De Petris confermando il sì all’emendamento sul concorso per i precari della scuola presentato in commissione a Palazzo Madama, e su cui c’è dunque l’intesa all’interno della maggioranza, e che sarà messo ai voti in mattinata. L’accordo però non convince Francesco Verducci (PD) che ha presentato 3 subemendamenti perché, spiega, “la norma non assicura il gusto percorso per la stabilizzazione dei precari”.

“Il ripensamento non c’è stato. L’emendamento della relatrice in commissione Cultura del Senato sul concorso straordinario conferma che il governo non ha alcuna intenzione di tenere conto dell’emergenza epidemiologica, la quale consiglierebbe di puntare sul rafforzamento e la stabilizzazione dell’organico docenti. Se troverà conferma – come sembra – la marcia indietro di Pd e Leu, nuovamente appiattiti sulle posizioni dei 5 Stelle, il prossimo anno scolastico partirà con zero assunzioni a tempo indeterminato; anzi, 30 mila precari in più a seguito dei pensionamenti, che porteranno il totale dei supplenti a 200 mila. Il contrario dell’impegno su nostra sollecitazione preso nelle ultime settimane – a parole – da esponenti della quasi totalità delle forze politiche di garantire tutti gli insegnanti titolari in cattedra il prossimo settembre, per affrontare con la dovuta efficacia la crisi pandemica, a partire dalla necessità di sdoppiare le classi per consentire i distanziamenti. Fa rabbia pensare che la soluzione ci sarebbe e sta nella nostra proposta di assunzione da graduatorie, già utilizzata per le Gae”. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega.

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