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Coronavirus, dubbi di Crisanti sull’app Immuni: “Uno spreco di soldi”

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Il virologo Andrea Crisanti ha mostrato perplessità in merito alla reale utilità dell'app Immuni affermando che potrebbe essere uno spreco di soldi.

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È scettico il virologo Andrea Crisanti quando parla dell’app anti coronavirus Immuni promossa dal governo, affermando che data la sua reale utilità potrebbe probabilmente rivelarsi uno spreco di soldi. Intervistato dalla trasmissione radiofonica Non è un paese per giovani su Rai Radio 2, Il direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova ha infatti illustrato le limitate capacità di analisi dei contagi che l’applicazione è realmente capace di eseguire.

Coronavirus, Crisanti scettico su app Immuni

Interpellato sulla capacità di analisi dell’applicazione, Crisanti ha dichiarato: “Se la scarica il 60% della popolazione, avrà capacità di mostrare solo il 9% dei casi. Insomma, una montagna di soldi buttati”. Il virologo ha infatti successivamente elencato quelli che secondo lui sono i metodi più efficaci per poter contenere al meglio la pandemia: “È nostro dovere aggredire il virus effettuando i tamponi e facendo rispettare il distanziamento sociale.

[…] Fare il tampone a tutta la popolazione italiana sarebbe però un errore operativo. I tamponi devono essere fatti intorno ai casi positivi e utilizzati come strumenti di controllo”.

Parlando proprio in merito alle possibili cure che al momento si hanno per fronteggiare il coronavirus, Crisanti ha posto l’accento sulla tanto dibattuta terapia al plasma: “La somministrazione è sicura. L’unico problema è che è difficile da standardizzare in questo momento. Non ce n’è abbastanza”.


Il no alla riapertura delle discoteche

Crisanti si è inoltre detto contrario alla riaperture delle discoteche il 18 giugno, come invece annunciato nelle stesse ore dal presidente dell Veneto Luca Zaia, motivando la sua affermazione con l’estrema facilità di contagio tra le fasce più giovani della popolazione: “Gli anziani sono più vulnerabili, ma quelli che si infettano e diffondono la malattia sono i giovani.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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