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Coronavirus, il nuovo invito a casa: niente buffet e posti a scacchiera

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Ai tempi del coronavirus come dev'essere un invito a casa? Gel disinfettante, salviette monouso, niente buffet e posti a scacchiera: i consigli.

coronavirus invito a casa
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Bar e ristoranti, ma anche negozi al dettaglio, parrucchieri ed estetiste: sono molte le attività italiane che hanno dovuto rivedere le proprie abitudini e modificare radicalmente il rapporto con la clientela. Lo stesso è successo per le autoscuole. Situazione analoga per i dentisti, i quali dovranno seguire regole ferree per garantire condizioni di massima sicurezza per sé e per gli altri.

Da lunedì 25 maggio hanno riaperto anche le palestre e le piscine, dove è necessario rispettare nuove norme per ridurre al minimo il rischio di contagio. Ma all’indomani dell’emergenza coronavirus, nonostante non possa ancora considerarsi un lontano ricordo, gli italiani hanno voglia di riassaporare il gusto della tanto acclamata normalità: ai tempi del Covid-19, come sarà l’invito a casa? Come bisognerà organizzarsi per passare una serata in casa con amici o parenti?

Coronavirus, come dev’essere un invito a casa

Senza organizzare grandi party, in molti hanno desiderio di trascorrere una serata tranquilla in casa, godendo della piacevole compagnia di amici o parenti che non si vedono da mesi. Ma i dubbi per garantire condizioni di massima sicurezza sono molti. Bisogna far togliere le scarpe ai propri ospiti? Invitarli a lavare le mani oppure offrire il gel disinfettante? Al di fuori del pasto, bisogna tenere la mascherina e la distanza di un metro?

Stando a quanto emerso da un sondaggio condotto da Corriere e Ipsos, il 36% degli italiani non si fida a riprendere le relazioni sociali.

C’è chi, al contrario, ha voglia di riscoprire la convivialità al fianco di persone care. Ma come farlo in sicurezza? Meglio la movida all’aperto, pur evitando assembramenti, o è più adeguato concedersi momenti di svago in compagnia restando chiusi in casa? Qui gli italiani si dividono.

La testimonianza di Sandra Carraro

È signora dei salotti della Capitale con villa al Gianicolo, epicentro della mondanità romana, ma per il momento Sandra Carraro ha deciso che non riceverà nessun ospite.

Al Corriere della Sera ha spiegato: “Sono stata a una colazione in casa con cinque amiche care e a una da nove con politici vari. Siamo stati benissimo, abbiamo mangiato e bevuto divinamente. Ma seduti a un metro e mezzo di distanza, alla fine, parli solo col vicino: una conversazione generale è impossibile. Quindi ha aggiunto: “Avrò la sindrome da quarantena, ma non ho più voglia della vita di prima.

Il suo consiglio è: “Sorvegliare la conversazione affinché resti bella e interessante”.

Se non si riesce a fare a meno di parlare di attualità e dibattere sull’andamento del Covid-19, almeno “che si voli alto sul futuro del mondo”.

La mamma di Chiara Ferragni

La scrittrice Marina Di Guardo, mamma di Chiara Ferragni e ormai affermatissima sui social e nel mondo del web, ha cenato con le amiche, ma fuori casa.

Infatti, ha confidato: “Dopo tanta quarantena, ho voglia di uscire. Mi rilasso di più senza dovermi preoccupare delle precauzioni per gli ospiti.

Alba Parietti resta a casa

Se in molti preferiscono uscire, c’è chi tra le mura domestiche continua a sentirsi più protetto. È il caso di Alba Parietti, la quale ha rivisto alcuni amici nel suo giardino. Senza allontanarsi da casa, la Parietti preferisce l’aria aperta:Invito gruppi ristretti, possibilmente fra persone che si conoscono e hanno fatto il test sierologico. So che è poco elegante, ma preferisco che gli invitati si sentano tranquilli.

Quindi ha spiegato: “Al tavolo da dieci, faccio sedere massimo quattro ospiti, poi qualcuno si aggiunge dopo cena. È brutto dirlo, ma senza giardino, non inviterei. Da me, si sta fuori finché la temperatura lo consente, poi, se fa freddo, ci salutiamo”. In salotto, invece, “ricevo una sola persona alla volta”. In cucina ci sono regole ferree: “Non entra nessuno: solo io e Sally, che serve a tavola con guanti e mascherina. Per evitare contatti,non ci sono piatti centrali, così le posate di servizio non vengono toccate da tutti”. Alba Parietti, inoltre, pare sia intransigente: “Se qualcuno sbaglia bicchiere, lo riprendo”.

I consigli del galateo

In un periodo in cui lo stile di vita degli italiani è stato fortemente stravolto, vengono modificate anche le abitudini a tavola. A dare qualche istruzione per riorganizzare al meglio una cena a casa è Laura Pranzetti Lombardini, autrice di una decina di libri di galateo. Agli invitati specifica che “siamo in pochi” e spiega chi sono gli altri. Infatti, ha dichiarato:L’invitato non deve chiedere chi c’è, ma il padrone di casa, quanto mai adesso, deve dare ragguagli”. Tuttavia, è buona educazione “non entrare nel pettegolezzo e specificare se hanno avuto o no il coronavirus”.

Il numero di ospiti può variare in base all’ampiezza del tavolo ed è bene rispettare il metro di distanza tra invitati. Non mancano i suggerimenti: “Io prevedo i posti a scacchiera, ma coi congiunti ravvicinati. Per la Pranzetti Lombardini, l’ospite deve arrivare in mascherina, sarà poi la padrona di casa che invita a toglierla, così come le scarpe, “da lasciare all’ingresso, non sul pianerottolo”. Poi, “deve indicare subito un bagno con salviette monouso e disinfettanti. E se all’arrivo c’è molta gente, è giusto far aspettare fuori qualche istante.

Le regole

Per evitare assembramenti e toccare le stesse posate, sono vietati i buffet. Sconsigliabili i finger food, perché mangiare con le mani, di questi tempi, potrebbe generare diffidenza. Inoltre, per l’autrice di galatei, è bene prestare massima attenzione a non confondere i bicchieri. Per scongiurare un simile errore, c’è un trucco facile e simpatico: servirsi di bicchieri colorati. Quindi ha aggiunto: L’ideale è servire tutto già impiattato e col pane in piattini singoli, posizionati a sinistra, alla fine dei rebbi della forchetta. Chi non li ha, può usare quelli da caffè”.

Per non trovarsi troppo vicini, qualora il tavolo fosse piccolo, “si possono tenere gli ospiti in piedi, ma allora è meglio servire un piatto unico”. Come per Sandra Carraro, anche per Laura Pranzetti Lombardini è importante prestare attenzione alla conversazione: “Cerchiamo di non parlare solo di pandemia, una cena in cui si saluta depressi non è una cena di successo”. Dopo tempi di grande dolore, c’è voglia di svagarsi e provare a rasserenare il proprio animo.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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