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Il boss Graviano: “Non possiamo approfondire certi temi”

Interrotto l'interrogatorio del boss Graviano. Stop alla collaborazione con la procura di Reggio Calabria.

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Il boss Graviano interrompe l'interrogatorio

Il boss Graviano ha interrotto il suo interrogatorio con il pm Giuseppe Lombardo nell’ambito del processo “‘Ndrangheta Stragista”. A darne comunicazione è il legale Giuseppe Aloisio, difensore di ‘Madre Natura’. Insieme a Rocco Filippone, Giuseppe Graviano è indagato per l’uccisione di due carabinieri avvenuta nel 1994.

Nei mesi scorsi le parole del boss ‘ndranghetista avevano coinvolto personaggi di spicco dell’imprenditoria e della politica, tra cui Silvio Berlusconi.

Adesso, però, la decisione di non collaborare più e di non rispondere alle domande dei pm.

“Volevo manifestare – ha evidenziato durante il processo alla Corte d’Assise di Reggio Calabria il legale del boss – la volontà di Graviano di rinunciare all’esame”.

Perché Graviano ha interrotto l’interrogatorio

Ma qual è la motivazione che ha spinto il boss accusato di ‘Ndrangheta Stragista a interrompere l’interrogatorio? “Questa rinuncia è anche motivata – spiega Giuseppe Aloisio -.

Ovviamente non vi è il timore di rispondere e lo ha dimostrato rispondendo a quelle che possono essere le domande della Corte, dell’ufficio (di Procura, ndr), ma anche dei colleghi. Vi è la consapevolezza che quelle dichiarazioni resteranno prive di riscontro”. Dunque, ripiomba nel silenzio Giuseppe Graviano che, solo qualche mese fa, aveva deciso finalmente di collaborare.

“Durante il corso dell’esame dovevano essere affrontati alcuni argomenti che comunque andavano anche in linea a quella che è l’ipotesi accusatoria – aggiunge ancora il legale rappresentante di Graviano -. L’obiettivo era quello di chiarire i rapporti tra alcuni soggetti, ma anche del Graviano stesso, con alcuni imprenditori. Ma vi era anche la volontà di andare a integrare quella che poteva essere la linea dell’ufficio per dare maggiore ampiezza al processo stesso con alcuni riferimenti che sono già emersi durante l’esame”.

Ma sono dichiarazioni prive di riscontro che poteva essere dato solo da: “Alcuni collaboratori, non ultimi Mandalà e Spataro, su alcune domande non ci è stato permesso di approfondire alcuni temi”. Nello specifico, il legale di Giuseppe Graviano si riferisce a Totò Contorno: “Avremmo voluto parlare dei rapporti di Contorno con alcuni imprenditori. Non ci è stata data la possibilità di poter andare ad accertare e integrare questi argomenti, la motivazione è questa: non c’è la possibilità di riscontrare le dichiarazioni del Graviano”.

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