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Covid, Corte dei Conti: “Sanità al collasso per mancanza di risorse”

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Per la Corte dei Conti la sanità italiana era già al collasso. Ecco perché la Covid ha rivelato una struttura dove mancano le risorse.

Ospedali al collasso prima dell'emergenza

La sanità pubblica era al collasso per mancanza di risorse quando è arrivata la prima ondata della Covid-19, riferisce la Corte dei Conti. Un’analisi implacabile dei magistrati contabili, resa nota nel Rapporto sul coordinamento della Finanza pubblica. “L’insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia” recita il documento.

Sanità e Covid: fra collasso e risorse

Perché le risorse erano insufficienti? Secondo la Corte dei Conti, il vuoto è a livello territoriale contro una concentrazione delle cure nei grandi ospedali. Questo sistema sbilanciato ha prodotto un’impoverimento nell’assistenza locale, lasciando nei fatti la popolazione “senza protezioni adeguate“.

L’ondata di coronavirus, che ha colpito l’Italia del Nord ha solo mostrato un problema pregresse e i ritardi di risposta: “una debolezza anche dal punto di vista della difesa complessiva del sistema quando si è presentata una sfida nuova e sconosciuta.

La Corte dei Conti: 9mila medici in fuga

Il documento della Corte dei Conti menziona anche la fuga dei medici per mancanza di posti e bassi stipendi. Secondo i dati Ocse, negli ultimi 8 anni sono stati oltre 9mila i medici italiani fuggiti all’estero.

Svizzera, Francia, Germania e Regno Unito i Paesi che hanno rappresentato una chance di retribuzione adeguata” per tanti di loro. All’inizio del 2020 la situazione sanitaria nazionale era già in sofferenza. A febbraio, nel Paese si contavano 5,6 infermieri ogni mille abitanti: in Germania la proporzione arrivava a 12,6 infermieri. Anche la categoria dei medici era già in un contesto precario. I governatori d alcune regioni, come il Veneto, lamentavano la carenza di personale medico: almeno 56mila in tutto il Paese.

È noto il caso del Veneto che, in tempi pre-Covid, lamentava una carenza strutturale di 1.300 medici, soprattutto al Pronto Soccorso e in medicina generale.


Per i magistrati contabili, questa situazione non nega la “qualità del sistema formativo“, ma rischia di “rendere le misure assunte per l’incremento delle specializzazioni poco efficaci, se non accompagnate da un sistema di incentivi che consenta di contrastare efficacemente le distorsioni evidenziate“.

Con il coronavirus, la sanità paga un conto salato sulla pelle degli stessi operatori sanitari.

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Marco Grieco, lucano classe 1987, è giornalista. Archeologo di formazione, è cresciuto a pane e giornalismo. Ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Si occupa di inchieste sociali e politica estera, ma non disdegna la cultura e i temi pop. Curioso, ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, dove ama dare occhi e voce alle notizie nel mondo. Collabora con Notizie.it.

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