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Bassetti: “Nel Nord milioni tra infettati o a contatto con virus”

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Secondo l'infettivologo Bassetti milioni di cittadini del nord Italia si sarebbero infettati o quantomeno venuti a contatto con il Covid-19

Matteo Bassetti

Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva, è intervenuto nel corso della trasmissione Petrolio, su Rai 2, per parlare del coronavirus.

Le parole dell’infettivologo Bassetti

Intervenuto a Petrolio, su Rai 2, l’infettivologo Matteo Bassetti ha dichiarato: “Abbiamo registrato che oltre il 30-35% della popolazione ha avuto l’infezione nei mesi scorsi creando un problema importante di gestione dei ricoveri, sia nel nostro ospedale S. Martino che in tutti quelli nel nord Italia”. Per poi aggiungere: “Penso che milioni di cittadini del nord Italia si siano infettati o che comunque in un modo o un altro siano venuti a contatto con il Covid-19“.

Ospite del programma L’aria che tira su La 7, inoltre, il professor Matteo Bassetti ha spiegato che il virus è decisamente meno aggressivo, tanto da affermare: “Nel laboratorio di Brescia il professor Caruso è riuscito a determinare alcune variazioni che sembrerebbero dimostrare che il virus sia meno aggressivo rispetto alla bomba biologica di marzo e aprile“. Per poi aggiungere: “C’è qualcosa oltre il Covid, ci siamo dimenticati di tutte le altre patologie.

In questi due mesi non ci sono stati decessi per altre cause, significa che il Covid si è preso molti decessi, che Covid non erano”.

Ma non solo, nel corso di un’intervista concessa a ‘La Nazione’, ‘Il Giorno’ e ‘Il Resto del Carlino’, il presidente della Società italiana di terapia antinfettiva ha espresso il proprio parere sulla chiusura delle regioni, affermando: “Questa Italia chiusa ha poco senso. Qualcuno deve aver preso un abbaglio, sembrano diventati tutti virologi“.

Per poi aggiungere: “Certi atteggiamenti di chiusura sono incomprensibili. Non dico di togliere le mascherine e andare tutti allegramente a bere spritz, ma da cittadino vedo grossi problemi all’uscita da questo lockdown“.


Per poi concludere: “Vediamo riemergere Hiv, tubercolosi, ictus e infarto.

Siamo sicuri che sia un bene per la sanità italiana aver trascurato questi aspetti? Sarebbe opportuno parlare anche di altro, provare a uscire dalla logica di un bollettino dei morti che è ormai anacronistico. Oggi siamo capaci di affrontare questo virus senza complicarci troppo la vita”.

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