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Azienda di Treviso paga lavoratori durante lockdown

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Nonostante il lockdown, il titolare di un'azienda di Treviso ha continuato a pagare i suoi lavoratori che hanno voluto ringraziarlo con una colletta.

azienda treviso stipendi lockdown
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Durante il lungo lockdown per il coronavirus, Sergio Zanin, titolare dell’azienda Futura Serramento di Treviso ha deciso di continuare aversare la paga ai suoi lavoratori, nonostante fossero chiusi. I 35 dipendenti per ringraziare il capo del gesto, hanno deciso di fare una colletta di oltre 3mila euro che Zanin ora verserà in un fondo per le famiglie dell’azienda che si trovassero in difficoltà economica.

Azienda paga dipendenti durante lockdown

Tra le moltissime aziende che sono state costrette a chiudere durante il lockdown, a Treviso Sergio Zanin, il titolare dell’azienda Futura Serramenti ha deciso di versare la paga per i suoi 35 lavoratori, nonostante tutto fosse fermo.

L’idea mi è venuta perché i miei ‘colleghi’ – io non li chiamo dipendenti – li conosco tutti, uno ad uno. E conosco le loro famiglie, i problemi per le rate dei mutui, la casa da pagare, i figli da mantenere. Quando abbiamo dovuto ridurre l’attività per la pandemia ho capito che non potevo lasciarli senza stipendio. E così ho continuato a pagarli, anche se ho dovuto chiedere prestiti alle banche“, così ha commentato Zanin il suo gesto.

Colletta per il capo

I 35 dipendenti una volta tornati al lavoro hanno deciso di ricambiare il gesto solidale del loro capo-amico, contribuendo con una colletta dal valore di 3.ooo euro che ora Zanin destinerà ad un fondo per le famiglie dell’azienda in difficoltà: “Mi hanno messo in mano una busta e mi hanno detto che volevano ringraziarmi per quello che avevo fatto. Per 30 secondi non sono riuscito nemmeno a parlare dalla commozione e dallo stupore.

Poi ho aperto la busta e vi ho trovato dentro 3.000 euro, frutto di una colletta di gratitudine da parte dei dipendenti”.In un periodo in cui le imprese stringono i denti e ripartono, tutti noi vogliamo ringraziare il titolare attraverso la raccolta di un contributo spontaneo, per averci garantito, personalmente, lo stipendio durante la prolungata chiusura dell’attività”, ha detto a nome di tutti il direttore Alessandro Gasparetto.Lo stesso Gasparetto conclude: “Sono fiero ed orgoglioso del gruppo che si è creato all’interno dell’azienda.

Siamo come una grande famiglia. Mi hanno ripagato con il più bel gesto che potessero fare. Alla banca aveva chiesto un prestito di 650mila euro, il coronavirus gli è costato una perdita di circa un milione e 200 mila euro“.

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