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Gilet arancioni, generale Pappalardo in piazza a Roma per il 2 giugno

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Dopo la manifestazione di Milano, i gilet arancioni del generale Pappalardo si sono radunati in piazza del Popolo a Roma per la giornata del 2 giugno.

gilet-arancioni

In occasione della Festa della Repubblica si sono radunati a Roma anche gli ormai celebri gilet arancioni del generale Antonio Pappalardo, che dopo la manifestazione dello scorso 30 maggio a Milano hanno scelto la cornice della Capitale per far sentire la loro voce durante le celebrazioni per il 2 giugno.

Era stato lo stesso ex ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, e leader indiscusso del movimento che tra le alte cose non crede all’esistenza del coronavirus, ad annunciare il raduno: “Il popolo si riunirà a Roma per ripristinare libertà e democrazia nel nostro Paese”.

Gilet arancioni in piazza a Roma

Nella cornice di piazza del Popolo, il movimento dei gilet arancioni si è radunato per protestare contro l’attuale governo, reo a dire del generale Pappalardo di aver inventato la pandemia di coronavirus al fine di poter controllare la popolazione tramite le misure restrittive di quarantena. Sul palco, a fianco del generale, sono saliti anche rappresentanti del mondo imprenditoriale italiana e soprattutto della galassia no vax, che hanno criticato le recenti campagne vaccinali istituite dalle autorità regionali per gli operatori sanitari.

Nel prendere la parola, Pappalardo ha poi ribadito come secondo lui e secondo il suo movimento il coronavirus in realtà non esista, esortando i suoi seguaci a non seguire le prescrizioni governative anti Covid: “Guai a chi mette le mascherine ai bambini, i bambini sono sacri, sono il nostro futuro. Respiriamo a pieni polmoni, se qualcuno mi mette la mascherina lo prendo a schiaffi. […] Il problema è uno solo: lo dicono ormai virologi ed esperti internazionali che è una boiata questa pandemia.

Le frasi contro Giuseppe Conte

Soltanto poche ore prima, lo stesso generale Pappalardo aveva annunciato: “Questo governo deve cadere immediatamente. Ho già denunciato Giuseppe Conte per estorsione aggravata, attentato alla Costituzione e abuso d’ufficio; saranno 19 anni di carcere e se li farà, ve lo posso garantire io”, aggiungendo in seguito: “Se domani incontriamo il premier lo arrestiamo”.

Un particolare questo che ricorda la sua vecchia pratica di arrestare i politici italiani nei pressi dei palazzi romani, come quando alcuni anni fa alcuni rappresentanti del movimento dei forconi di cui era esponente “arrestarono” il parlamentare di Forza Italia Osvaldo Napoli.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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