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12enne abusata in famiglia: la madre segnava gli stupri sul calendario

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Il giudice della giovane vittima, abusata in famiglia da quando era solo 12enne, ha condannato i genitori e il patrigno a 10 anni di carcere.

12enne abusata famiglia
12enne abusata famiglia

Una ragazzina, appena 12enne nel 2013, è stata abusata in famiglia per anni, sotto gli occhi della madre che segnava su un calendario i giorni in cui il patrigno poteva stuprarla. Dopo 7 anni è stata confermata la reclusione di 10 anni per patrigno e la madre.

Per il padre naturale, anch’egli colpevole di aver abusato della figlia, solo 4 anni di carcere.

Veniva abusata dalla famiglia: giustizia per 12enne

La tragedia della 12enne di Lavagna (comune della Liguria) è cominciata nel 2013, quando hanno avuto inizio gli abusi in famiglia che hanno portato agli arresti di madre, padre e patrigno. Le indagini hanno fatto emergere altri inquietanti dettagli: la madre segnava sul calendario i giorni del mese in cui il patrigno poteva abusare della bambina.

Questo è il raccapricciante retroscena svelato nell’ultimo atto processuale che nella giornata di lunedì 15 giugno ha visto confermare la pena decennale per la madre e patrigno. Anche il padre naturale abusava della figlia, ma per lui solo 4 anni di carcere con rito abbreviato.

Le parole della vittima

I fatti sono iniziati nel 2013, ma gli abusi sono proseguiti fino al 2019, quando la ragazza ormai aveva 18 anni.

La giovane ha avuto il coraggio di denunciare i soprusi in un ospedale di Lavagna: “Vivevo con mamma e il suo fidanzato, nello Spezzino, avevo 12 anni quando il mio patrigno ha iniziato ad abusare di me“.

Per l’impianto accusatorio la ragazza non sembra esser stata influenzata psicologicamente dai traumi subiti. A corrobare l’accusa ci ha pensato poi il patrigno, confessando tutti gli abusi compiuti. La sentenza è stata confermata lunedì 15 giugno, a oltre un anno dall’arresto dei tre imputati.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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