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Coronavirus, rapporto dell’Iss: le statistiche sui decessi in Italia

L'ultimo rapporto dell'Iss sui decessi avvenuti in Italia è finora il più completo mai svolto, avendo preso in esame 32.938 morti su 34.371.

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Nella giornata del 16 giugno l’Iss ha diffuso i risultati del nuovo rapporto sui pazienti morti di coronavirus dall’inizio della pandemia nel nostro Paese. Si tratta del rapporto più completo mai eseguito fino a questo momento, dato che prende in considerazione 32.938 casi di decesso sui 34.371 ufficialmente registrati dalle autorità sanitarie.

Quest’ultimo numero non rispecchia ovviamente il dato reale dei decessi, che secondo varie statistiche dovrebbe essere più alto.

Coronavirus, il nuovo rapporto dell’Iss

Secondo i dati presi in esame dall’Istituto Superiore di Sanità, circa la metà dei decessi italiani è avvenuta in Lombardia (49,6%), seguita dall’Emilia-Romagna con il 12,7%, dal Piemonte con l’8,6% e dal Veneto con il 6%.

Per quanto riguarda invece l’età media dei decessi, quest’ultima si attesta sugli ottant’anni, con una leggera prevalenza degli uomini rispetto alle donne: 58% contro il 42%.

L’età media dei deceduti è inoltre di circa vent’anni più elevata rispetto all’età media dei contagi, con le donne che hanno inoltre un’età media di decesso da coronavirus di 85 anni; più alta rispetto ai 79 anni degli uomini.

Tra le patologie pregresse maggiormente riscontrate nelle persone decedute di coronavirus al primo posto troviamo l’ipertensione arteriosa, seguita da problemi cardiaci e dal diabete di tipo 2.

I dati sui sintomi

In merito alle complicazioni della malattia quella maggiormente osservata è sicuramente l’insufficienza respiratoria, riscontrata nel 97% dei casi. Più rari erano invece sintomi come la diarrea e l’emissione di sangue assieme ai colpi di tosse. Interessante infine il dato relativo al tempo medio trascorso dalla manifestazione dei primi sintomi alla morte, che è stato calcolato in undici giorni circa.

Per almeno metà dei pazienti con sintomi infatti, il ricovero è durato circa sei giorni, dopo altri cinque trascorsi dalla comparsa dei sintomi all’arrivo in ospedale.

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