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Mancata chiusura ospedale di Alzano: ci sono 2 indagati

La procura indaga per omicidio colposo e tentata epidemia: ci sono i primi 2 indagati per la mancata chiusura dell'ospedale di Alzano.

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Primi due indagati per mancata chiusura ospedale Alzano

La procura di Bergamo ha iscritto sul registro degli indagati i primi due nomi per quanto concerne la mancata chiusura dell’ospedale di Alzano, uno dei principali focolai da Coronavirus nel mese di marzo.

Come ricostruito dal Corriere della Sera, infatti, in Procura ci sono i primi due indagati sulla gestione del pronto soccorso di Alzano Lombardo, che fu chiuso e riaperto nel giro di tre ore, il 23 febbraio, dopo la scoperta dei primi due contagiati da Coronavirus, poi deceduti.

Ospedale di Alzano: primi 2 indagati

Al momento, la procura indaga per i reati di tentata epidemia e omicidio colposi. Non è stata resa nota l’identità delle persone che sono finite iscritte sul registro degli indagati ma, stando alle prime informazioni, non si tratterebbe di nessun dirigente e nessun medico dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Seriate, competente su Alzano, avrebbe ricevuto al momento informazioni di garanzia.

Come persone informate sui fatti erano stati sentiti, già prima di metà maggio, l’ex direttore della Sanità regionale Luigi Cajazzo, il direttore generale dell’Asst di Seriate Francesco Locati e il direttore sanitario Roberto Cosentina.

Durante il consiglio comunale di Bergamo di lunedì 15 giugno, intanto, il sindaco Gori ha fatto il punto della situazione sulla mancata zona rossa ad Alzano e Nembro. “Non ero contrario alla zona rossa e nessuno ha fatto pressioni.

A Roma parlavo con i parlamentari del mio partito, non con il presidente del Consiglio o con il ministro della Sanità. Molti amministratori del Nord si sentirono mossi dagli ambienti economici a dare un segnale di resilienza, io l’ho fatto il 26 febbraio sui social. Lo ritengo un errore da parte mia”.

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