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Coronavirus, calo dei contagi anche in Lombardia: i dati

Si registra un calo dei casi di coronavirus anche in Lombardia: il numero dei ricoveri è tornato agli stessi livelli di gennaio.

Coronavirus, calo dei contagi anche in Lombardia: i dati
Coronavirus, calo dei contagi anche in Lombardia: i dati

Anche se i bollettini sono spesso da prendere con le pinze, è la prima volta che si può fare uno studio così completo sulla situazione sanitaria legata al coronavirus. Molto spesso, infatti, le analisi dei dati risultano imprecise, perché le regioni comunicano con ritardo i numeri delle ultime 24 ore.

Gli ultimi dati sul coronavirus, però, sono incoraggianti: persino in Lombardia si registra un calo dei contagi. Diminuiscono infatti il numero dei ricoverati e, soprattutto, di chi finisce in Terapia Intensiva. E non perché aumentano i tamponi.

Coronavirus, diminuiscono i contagi in Lombardia

L’imprecisione dei bollettini quotidiani della Protezione Civile può essere sopperita solo in un modo, e cioè attraverso l’analisi della curva epidemiologica nella sua evoluzione complessiva. I numeri legati a un arco temporale di 24 ore possono essere infatti fuorvianti se presi singolarmente e comparandoli solo al numero del giorno prima.

Il numero dei nuovi contagi in Lombardia, per esempio, se preso singolarmente può fare ancora paura: i numeri non scendono ancora sotto le 250 unità giornaliere, mentre in altre regioni si è già raggiunta la soglia si zero nuovi contagi.

Per chiarire l’entità di questo numero, è necessario metterlo in rapporto con il numero dei ricoverati, distinguendo tra questi quelli che necessitano della Terapia Intensiva.

Il numero dei ricoveri è fermo a duemila persone, di cui solo settanta in Terapia Intensiva. Questi numeri sono identici a quelli di gennaio, quando l’allarme coronavirus non era ancora scattato, ma si iniziavano a vedere polmoniti interstiziali sospette che, con il senno di poi, sono state collegate al Covid-19.

Tesi confermata anche da Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

La pressione sul Sistema Sanitario è, quindi, notevolmente diminuita; cure e terapie vengono effettuate con prontezza, fin dai primi interventi. Questo fa aumentare la percentuale delle persone che guariscono e, di conseguenza, diminuisce anche la percentuale delle persone che muoiono.

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