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Crisanti: “L’indagine tamponi del Veneto? Senza numeri non serve”

Il virologo Crisanti critica aspramente i risultati dell'indagine sui tamponi realizzata dalla Regione Veneto. Sarebbero "solo chiacchiere".

Crisanti: "Indagine tamponi del Vento? Chiacchiere"
Il virologo Crisanti critica l'indagine sui tamponi del Veneto.

Il professor Andrea Crisanti fa a pezzi l’indagine sui risultati dei tamponi effettuata dal Veneto, presentata il 20 giugno 2020 dal collega Roberto Rigoli, coordinatore delle microbiologie del Veneto. Secondo questa, il Coronavirus si starebbe lentamente spegnendo ma per il direttore del Dipartimento di microbiologia e virologia di Padova non è così.

Crisanti: “L’indagine tamponi? Chiacchiere”

“Chi parla dell’infettività di questo virus non sa quello che dice, perché si misura sperimentalmente e sull’uomo non è possibile fare nessun esperimento, non esiste inoltre un modello animale”, spiega Crisanti al Corriere Veneto, “Senza numeri e senza misura non è scienza, sono solo chiacchiere”.

Nessuno, dunque, sa quale sia la dose infettiva del Coronavirus.

Rigoli controbatte, spiegando i perché dei risultati della ricerca sui tamponi. “La bassa/assente infettività è stata valutata su due fronti: il primo epidemiologico monitorando i contatti stretti dei pazienti con carica bassa, il secondo seminando su colture cellulari i campioni appartenenti sempre a pazienti con c.t. alto (bassa carica)”, specifica il virologo, “Dati preliminari di un lavoro condotto dal prof.

Baldanti dimostrano che solo un’esigua minoranza di questi campioni risulta positiva in colture cellulari confermando altri recenti dati di letteratura internazionale”.

Il collega Rigoli risponde

Parecchio colpito dall’affermazione di Crisanti, Roberto Rigoli spiega che la decisione di mettere in discussione l’interpretazione del dato, deriva “dalla discordanza tra manifestazioni cliniche, andamento epidemiologico e positività al test eseguito in PCR- RT”. Questa apparirebbe chiara nei pazienti clinicamente guariti con C.T. elevati, a bassa carica.

In accordo con il Presidente Amcli e i componenti del direttivo”, conclude Rigoli, “ribadisco il concetto che il confronto aperto tra tutti rappresenta l’unica via per vincere la guerra verso questo nuovo agente patogeno”.

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