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Pescara, 25enne aggredito da sette persone perché omosessuale

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Un ragazzo di 25 anni è stato aggredito da sette giovani, dal marcato accento locale, perché omosessuale

aggressione gay

Un ragazzo di 25 anni è stato aggredito da sette giovani, dal marcato accento locale, perché omosessuale. La vicenda ha avuto luogo sul lungomare vicino la Nave di Cascella, a Pescara.

Aggredito perché omosessuale

Stava passeggiando con il fidanzato sul lungomare vicino la Nave di Cascella, a Pescara, sulla riviera dirimpetto ai giardinetti di piazza Primo Maggio, quando sette giovani, tra cui una ragazza, hanno iniziato a riempire la coppia di insulti.

Poco dopo hanno aggredito il 25enne perché omosessuale.

Una scarica di pugni in faccia, in seguito alla quale il 25enne ha riportato la frattura della mascella sinistra. Illeso invece il compagno di 22 anni. L’aggressione è avvenuta 45 minuti dopo la mezzanotte di giovedì e subito dopo il pestaggio il gruppo di aggressori è scappato. Il ragazzo colpito è un ex studente universitario alla D’Annunzio ed ora vive fuori Regione.

Il fidanzato, invece, vive ancora a Pescara. Come riportato da Il Centro, il 25enne, a proposito dell’aggressione ha affermato: “Non perdono i miei aggressori, mi fanno solo tanta pena”.

Le parole del sindaco

Come riportato da Abruzzo Web, il sindaco di Pescara, Carlo Masci ha dichiarato: “L’aggressione a un ragazzo per motivi legati solo al suo orientamento sessuale è un’aggressione e un’offesa alla città di Pescara e ai pescaresi, per storia e tradizione accoglienti, aperti e tolleranti verso tutti.

Quanto accaduto è inaccettabile e ingiustificabile da qualsiasi punto di vista e mi auguro che gli inquirenti identifichino al più presto i componenti del branco di delinquenti che hanno vigliaccamente assalito e picchiato un giovane che si trova ora ricoverato in ospedale”.


Per poi aggiungere: “È, questo, il perverso frutto dell’ignoranza e dell’incapacità di fare proprie le regole del vivere civile, e pertanto è necessario perseguire e punire i responsabili affinché atteggiamenti del genere non debbano più verificarsi. Un atto criminale, già di per sé grave, lo è ancor di più quando investe l’orientamento sessuale, il colore della pelle e il credo religioso. La civiltà non può e non deve piegarsi alla barbarie e occorre tenere sempre alta la guardia in termini di formazione culturale, di prevenzione e di sicurezza.

Pescara è e sarà sempre al fianco delle vittime dell’intolleranza e della discriminazione, perché è sempre dalla parte di chi vede lesi i propri diritti. Come sindaco e come pescarese auguro al ragazzo una pronta guarigione e gli riconfermo, come già fatto personalmente, la vicinanza dell’amministrazione comunale e della città che rappresento”.

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