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Coronavirus, Bergamo: scomparsi malati gravi, i sintomi sono lievi

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Il direttore del reparto di Malattie infettive del Papa Giovanni, Bergamo, riporta che il Coronavirus non fa più malati gravi. I sintomi sono lievi.

Bergamo, niente malati gravi per Coronavirus
Niente più malati gravi per Coronavirus a Bergamo.

Buone notizie da Bergamo: il Coronavirus non fa più malati gravi ma con sintomi leggeri. Lo riporta il direttore del reparto di Malattie infettive del Papa Giovanni XXIII, Marco Rizzi, che al momento è rimasto con una sola unità di degenza per malati di Covid-19.

Coronavirus, niente malati gravi a Bergamo

Secondo Rizzi, la decina di persone ricoverate a marzo e aprile 2020 sono la coda della pandemia. “I numeri delle statistiche ufficiali si riferiscono in larghissima parte a persone che fanno test in assenza di sintomi o segni di malattia da Coronavirus, spiega il primario, “perché i protocolli attuali prevedono, ad esempio, che prima di un ricovero o in previsione di un intervento chirurgico si faccia il tampone”.

In base a quanto riporta lo specialista, al Papa Giovanni XXIII non ci sono stati casi gravi a giugno. “Prove conclusive che ci permettano di affermare che attualmente in Italia circoli un virus che non fa più male è azzardato dirlo”, ha dichiarato durante un’intervista al Corriere, “Se mi chiede un’impressione personale, credo di sì. Però un conto è esprimere opinioni personali e un conto è avere dati scientifici solidi per farne un’affermazione.

Sicuramente ci sono fattori favorevoli”.

Rizzi sul Coronavirus: “Mi preoccupa l’inverno”

Fondamentale sarà però la rapidità di diagnosi, soprattutto da parte degli specialisti in Medicina generale. “Giovedì ci sarà un incontro promosso da Ats in cui si ragionerà proprio di questo aspetto: non possiamo più aspettare di ritrovarci con tanti pazienti gravi in pronto soccorso”, ha spiegato il primario Marco Rizzi.

L’unico suo timore riguarda i mesi di gennaio, febbraio e marzo, periodi nei quali facilmente circolano i virus influenzali: “Mi preoccupa quando ci troveremo con una febbre e dovremo capire di che cosa si tratta. Per questo sarà importante un’adeguata campagna di vaccinazioni“, ha dichiarato.

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.


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Cecilia Lidya Casadei

Nata a Milano il 14 dicembre 1988, ha studiato Scienze Linguistiche per l'Informazione e Comunicazione. Appassionata di lingue straniere e giornalismo, ha collaborato con Focus Domande&Risposte, Nanopress, I Nostri Amici Cavalli, The Reiner magazine. Le sue grandi passioni sono il fitness e l'equitazione, lo spettacolo, i viaggi, la fotografia e la natura.

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