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Coronavirus, tamponi per la comunità bengalese a Roma

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Nuovi casi a Roma, nella comunità proveniente dal Bangladesh. La proposta di D'Amato: "Tamponi a chi proviene da paesi a rischio".

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Disposti nuovi tamponi a Roma dopo che sono stati registrati altri 6 casi positivi all’interno della comunità del Bangladesh residente nella capitale. Sarebbero decine gli stranieri affetti da Covid giunti in Italia. In tutto 40 i casi arrivati soprattutto dal Paese asiatico, stato in cui la situazione sanitaria inerente alla pandemia è fuori controllo.

I virologi, preoccupati, invitano a non abbassare la guardia.

Coronavirus, tamponi nella comunità del Bangladesh

Secondo l’assessore regionale Alessio D’Amato, la soluzione per arginare ulteriori infezioni sarebbe un aumento di tamponi, a cui devono essere sottoposti tutti coloro che sono giunti dai paesi “a rischio”. Gli stessi dovranno poi restare in quarantena presso le strutture alberghiere nella zona di Fiumicino. Dello stesso pensiero anche il direttore dell’istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesco Vaia.

Quest’ultimo, nel corso di un’intervista a Adnkronos, ha dichiarato: “Serve una grande attenzione a porti, aeroporti e stazioni”.


Secondo Francesco Vaia, occorre effettuare tamponi a tutti coloro che provengono da paesi dove il virus fa ancora paura e dove i contagi continuano ad aumentare.

Misurare la temperatura e chiedere di esibire l’autocertificazione sono precauzioni insufficienti. Al momento non è ancora noto quando partiranno i tamponi di massa all’interno della comunità del Bangladesh residente nella Capitale, ma l’operazione dovrebbe avvenire a breve. Alessio D’Amato ha fatto sapere: “I rappresentanti delle associazioni degli immigrati del Bangladesh ci hanno ringraziato”.

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