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George Floyd come Riccardo Magherini, Ilaria Cucchi: “Chi lotta spera”

In un dibattito alla Casetta Rossa di Roma, Ilaria Cucchi ha parlato del caso George Floyd e della lotta per la giustizia.

George Floyd come Riccardo Mogherini

Finché c’è lotta, c’è speranza“. Esordisce così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, arrestato nel 2009 per droga e restituito senza vita ai suoi familiari una settimana dopo. Invitata in un incontro al centro Casetta Rossa di Roma, oggetto del dibattito è stato il parallelismo fra George Floyd e Riccardo Magherini.

George Floyd, Riccardo Magherini e la giustizia

Oggi Ilaria Cucchi incarna la lotta lunga e tenace per la giustizia e vede con entusiasmo la rivendicazione dei diritti delle minoranze in piazza.

Fra gli organizzatori, Amin Nour dell’associazione Nibi – Black Italians , fautore della manifestazione del 7 giugno a Piazza del Popolo. “Finché ci sarà chi lotta, chi si indigna, chi scende in piazza contro le morti ingiuste c’è speranza che qualcosa possa ancora cambiare” ha detto Ilaria Cucchi. Il caso Cucchi è fra i più controversi della giustizia italiana. Solo dopo dieci anni, la Corte d’Assise di Roma ha stabilito che Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo, i carabinieri della stazione Appia che picchiarono Stefano tanto violentemente da portarlo una settimana dopo alla morte, sono colpevoli di omicidio preterintenzionale.

Come ha ricordato Ilaria Cucchi: “Ci sono voluti 10 anni per dire che Stefano non è morto di suo, per dire che non è caduto dalle scale ma che è morto perché ammazzato di botte“.

Magherini e l’analogia con Minneapolis

Non c’erano testimoni muniti di cellulare, ma un testimone era presente nel 2014, quando Riccardo Mogherini veniva fermato a terra con un ginocchio sopra il collo: il giovane è morto il 3 marzo 2014 a Firenze.

Secondo il fratello Riccardo, la sentenza della Cassazione è politica. Il tribunale ha, infatti, assolto i Carabinieri perché “il fatto non costituisce reato“.

Le analogie fra Floyd e Mogherini mostrano che la lotta per la giustizia richiede una presa di coscienza dei propri diritti: non importa quanto lungo sarà il suo corso.

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