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Arianna Manzo, nessun risarcimento: genitori in sciopero della fame

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I genitori di Arianna Manzo hanno annunciato lo sciopero della fame: non sono ancora stati risarciti dall'ospedale Cardarelli.

Genitori arianna manzo sciopero fame

Da 15 anni aspettano un risarcimento dall’ospedale Cardarelli di Napoli dopo che, secondo la sentenza di primo grado, la loro figlia venne resa sorda, ipovedente e tetraplegica per aver ricevuto più anestetico del dovuto che le ha creato danni irreparabili al sistema nervoso centrale.

I genitori di Arianna Manzo, ridotti allo stremo e impossibilitati a garantirle ancora a lungo la giusta assistenza, hanno annunciato che faranno lo sciopero della fame.

Genitori di Arianna Manzo in scopero della fame

Eugenio Manzo e Matilde Memoli hanno lanciato un appello al governatore Vincenzo De Luca per porre l’attenzione sul loro caso, in mano alla magistratura da tempo ma senza ancora un riscontro concreto. I giudici, dopo 8 anni di processo, avevano infatti condannato la struttura ospedaliera a risarcirli di 3 milioni di euro ma quest’ultima non li ha ancora versati e ha deciso di proporre appello.

E così il secondo grado del processo, iniziato i 25 giugno 2020, è ancora in sospeso e sta lasciando tutti col fiato sul collo. Anche perché la pandemia di coronavirus ci ha messo del suo rimandando l’udienza.

Le nostre condizioni economiche non ci consentono più di offrire assistenza continuativa a nostra figlia oltre che il minimo delle cure di cui ha bisogno Arianna.

Al solo fine di tentare di lenire le grandi sofferenze che da 15 anni patisce“, ha spiegato il padre in un’intervista al Corriere della Sera.


Da quindici anni, ovvero da quanto la figlia di soli tre mesi rimase vittima dell’errore, non svolge più alcuna mansione e sua moglie lavora part-time in una casa di cura per anziani.

Per lei è tutto difficile, complicato, doloroso. Abbiamo aspettato tanto, non ce la facciamo più“, ha aggiunto quest’ultima. Quanto alla decisione del Cardarelli di proporre appello, l’hanno giudicata un diritto ma moralmente e giuridicamente inaccettabile. “Avrebbe dovuto pagare, anticipare anche una parte della somma, ma non lo ha fatto“, hanno sottolineato.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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