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Coronavirus, focolaio Savona: oltre 1000 persone in quarantena

Focolaio ristorante Savona: aumento di 28 soggetti. Al momento sarebbero oltre 1000 le persone in quarantena. Giovanni Toti ha invitato alla cautela.

Analisi laboratorio
Photocredits: Pixabay

In aumento il focolaio di coronavirus individuato in un ristorante di Savona. Al momento i contagiati sono 28, così come ha comunicato la regione Liguria in data 18 luglio. Tuttavia, il bilancio è ancora provvisorio. Sarà necessario svolgere ulteriori tamponi (750 in programmazione) che vanno a sommarsi agli oltre 200 già effettuati.

In via precauzionale, è stato deciso di chiudere anche l’altra sede del locale ad Albenga, dove lavorano gli stessi dipendenti. Come se questo non bastasse, in città sono più di 1000 le persone costrette alla quarantena. Nel corso di una diretta Facebook, il presidente di regione Giovanni Toti ha spiegato: “I contatti in corso di controllo sono centinaia e molti sono già in isolamento preventivo”. Al riguardo Toti ha informato che gli addetti ai lavori stimano che si arriverà a un migliaio di individui.

Savona, aumenta il focolaio da coronavirus

Giovanni Toti ha aggiunto che “nel cluster savonese solo una persona è ricoverata in buone condizioni”. Al momento ci sarebbero tre persone con un livello di sintomaticità basso, mentre gli altri risultano totalmente asintomatici.

Clinicamente parlando la situazione sembra essere sotto controllo. Toti ha assicurato che si continuerà a lavorare per terminare il tracciamento. Fortunatamente, il ristorante ha tenuto traccia dei clienti che avevano prenotato. Questo ha aiutato non poco le attività di controllo. Il presidente della regione Liguria ha comunque precisato: “Serve cautela”.

Il virus circola ancora

Tutto sarebbe iniziato lo scorso 8 luglio, quando presso il sushi bar di Savona hanno cenato Matteo Aicardi, noto campione olimpico di pallanuoto, assieme a tre infermiere della pediatria del San Paolo di Savona.

Aicardi, al momento, si trova ricoverato presso l’ospedale di Albenga. In seguito, tutti, seppur a distanza di alcuni giorni, hanno sviluppato sintomi febbrili, che hanno fatto immediatamente scattare l’allarme. Toti ha precisato: “Il virus insomma circola ancora occorre continuare con le misure di prevenzione e la prudenza, ma è anche vero che siamo in grado di difenderci molto di più e molto meglio di quanto avveniva alcune settimane fa grazie all’esperienza accumulata, alle capacità di cura, all’organizzazione per fare i tamponi”.

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