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Fiocco azzurro a Morterone, bambino nasce nel comune più piccolo d’Italia

A due anni dall'ultimo bambino nato nel comune, Morterone ha finalmente un nuovo abitante. Il piccolo Denis è infatti il 29esimo residente.

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Sono passati due anni dall’ultimo bambino nato nel comune e ben nove dall’ultima bambina ancora residente ma dal 20 luglio Morterone può finalmente dire di avere un nuovo cittadino. Il piccolo Denis è infatti il 29esimo abitante del comune più piccolo d’Italia ed è il nipote dei gestori della Trattoria dei Cacciatori, l’unica struttura ricettiva presente sul territorio.

Una grande gioia per tutta la comunità arroccata sulle Prealpi lecchesi, testimoniata dalla stessa sindaca speranzosa che il bambino possa crescere nel comune.

Morterone, nuovo bambino nato nel comune

A commentare la nascita del bambino è proprio la prima cittadina Antonella Invernizzi, che ai microfoni dei giornalisti dichiara: “Per tutti noi l’arrivo di Denis è motivo di grande gioia. La più giovane residente di Morterone, escluso il neonato, è una bambina di nove anni e dopo di lei erano nati solo altri due bambini, l’ultimo due anni fa, che si erano però poi subito trasferiti altrove con le famiglie”.

Il piccolo Denis è figlio della 21enne Sara Invernizzi, residente anch’essa nel comune, e del 32enne Matteo Maglia, originario invece di Varenna.

Un avvenimento che sempre secondo la sindaca appare dunque: Di buon auspicio, soprattutto dopo il difficile periodo dell’emergenza sanitaria. Tutti noi in questi mesi di gravidanza abbiamo visto Sara al bar diventare ogni giorno più bella e luminosa.

Lei è molto minuta, quindi vedere il pancione crescere faceva particolarmente effetto. Non appena avuta la bella notizia, sono subito andata a fare colazione in trattoria per congratularmi con gli zii e i nonni del piccolo”.

La sindaca Invernizzi ha infine parlato dell’importanza svolta dalla trattoria dei nonni del piccolo e di come una nuova nascita possa ridare speranza all’intero comune: “Il loro ristorante è la nostra unica struttura ricettiva aperta tutto l’anno e quindi rappresenta un presidio di socialità importante. Spero che Sara, Matteo e il loro bimbo restino a Morterone, anche se so che questo richiederebbe loro degli sforzi. Non abbiamo una scuola, quindi ogni giorno i bambini sono costretti a spostarsi per frequentare le lezioni. Comunque il lieto evento ci consente di guardare con fiducia al futuro”.

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