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Niente autopsie ai casi Covid-19 finché persiste l’emergenza

Le autopsie sui corpi dei pazienti deceduti per Covid-19 sono vietate fino alla fine dello stato di emergenza: la circolare del ministero.

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Photocredits: Pixabay

Una circolare del Ministero della Salute vieta le autopsie ai morti per Covid-19. Questo, almeno finché persisterà lo stato di emergenza, che sposterà in avanti (almeno fino al 15 ottobre) la data in cui decadranno tutte le ordinanze emesse in questi mesi per far fronte alla pandemia.

Il documento, reso noto dal ministero della Salute e risalente al 2 maggio scorso, recita testualmente: “Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di Covid-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

Vietate le autopsie ai morti da Covid-19

Il documento riporta, inoltre, come l’autorità giudiziaria potrà valutare autonomamente “la possibilità di limitare l’accertamento alla sola ispezione esterna del cadavere in tutti i casi in cui l’autopsia non sia strettamente necessaria”.

E poi ancora: “Analogamente le direzioni sanitarie di ciascuna regione daranno indicazioni finalizzare a limitare l’esecuzione dei riscontri diagnostici ai soli casi volti alla diagnosi di causa del decesso, limitando allo stretto necessario quelli da eseguire per motivi di studio e approfondimento”.

Cambiamenti cardiaci sui morti per Covid-19

Una moltitudine di autopsie effettuate dai patologi dell’LSU Health di New Orleans dimostra che il danno cardiaco presente sui pazienti morti per coronavirus non mostrerebbe la tipica infiammazione del cuore associata alla miocardite.

I muscoli cardiaci presenterebbero un modello unico di morte cellulare. Il risultato è stato reso noto dal portale Eurekalert dopo aver effettuato opportuni esami sui cuori di 22 individui morti per Covid-19.

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