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Carabinieri di Piacenza: prendevano droga dai “pezzi grossi calabresi”

Emergono nuovi dettagli nella vicenda dei carabinieri arrestati a Piacenza: sembra che acquistassero la droga da personaggi legati alla ‘Ndrangheta.

carabinieri Piacenza
carabinieri Piacenza

Continuano le indagini sulla vicenda dei carabinieri arrestati a Piacenza: sono spariti 2 milioni di euro falsi e sembrerebbe che si rifornissero di droga da “pezzi grossi calabresi”.

Carabinieri arrestati a Piacenza: le nuove indagini

Parlando con la compagna Maria Luisa Cattaneo, l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Montella definisce “calabresi” e “pezzi grossi” gli interlocutori di Daniele Giardino. Per l’accusa, si tratta del fornitore di droga. La Procura di Piacenza ha così inviato parte degli atti alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. In tal modo, verranno eseguiti gli approfondimenti sui canali di rifornimento degli stupefacenti emersi nell’inchiesta “Odysseus”.

Negli atti si parla di un deposito a Gaggiano, nel milanese, presso il quale ritirare la droga. Stando a quanto detto dagli inquirenti, il luogo è gestito da persone vicine a ‘ndrine della Locride.

Matteo Giardino, considerato fornitore dei carabinieri, si è recato a Gaggiano per rifornirsi di droga. È in quell’occasione che venne fermato dalla Guardia di Finanza.

L’indagato portava con sé 3,2 kg di marijuana.

Ulteriori indagini hanno permesso di scoprire che la droga era stata reperita in un capannone di Vigano, frazione di Gaggiano, in mano a un calabrese originario di Platì. L’uomo è incensurato e non iscritto nel registro degli indagati. Nella casa accanto al capannone viveva però un altro calabrese con precedenti penali per reati di spaccio.

Da quanto emerso finora dalle indagini, quel luogo potrebbe essere stato uno dei centri logistici dello scambio di droga.

Giardino pare si recasse per acquistare sostanze stupefacenti. Gli introiti della vendita, inoltre, sarebbero finiti nelle mani di personaggi legati alla ‘Ndrangheta. Si tratterebbe degli stessi “pezzi grossi” di cui parlava l’appuntato dei carabinieri Montella.

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