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Treni, stop al distanziamento sociale: “Decisione molto preoccupante”

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Stop al distanziamento sociale sui treni ad alta velocità e, in Lombardia, anche sugli altri mezzi di trasporto: il Cts esprime preoccupazione.

treni distanziamento sociale

Dal 1 agosto 2020 sui treni a lunga percorrenza non sarà più necessario rispettare il distanziamento sociale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti spiegato in una nota che è consentito derogare alla norma e riempire i mezzi al 100% della loro capienza qualora anche tra i sedili contrapposti sia possibile garantire permanentemente la distanza interpersonale di almeno un metro.

Se i passeggeri sono conviventi nella stessa unità abitativa sarà concessa una deroga a tale regola.

Stop al distanziamento sociale sui treni

A bordo dei mezzi continuerà ad essere obbligatorio l’uso di mascherina e la presentazione di un’autocertificazione da parte di ogni passeggero. Al momento dell’acquisto del biglietto ognuno dovrà infatti specificare di non avere il coronavirus, di non essere stato sottoposto alla quarantena obbligatoria e di non accusare sintomi nelle ultime due settimane.

Il distanziamento sociale potrà non essere rispettato a patto che le compagnie garantiscano il rispetto di alcune norme. Tra queste il rinnovo dell’aria mediante l’impianto di climatizzazione e l’apertura delle porte esterne alle fermate, l’adozione di specifici protocolli di sicurezza sanitaria tra cui la misurazione della temperatura in stazione prima dell’accesso al treno.

La piena capienza dei mezzi non riguarda però soltanto l’alta velocità. Il governatore della Lombardia Fontana ha infatti firmato un’ordinanza che permette di viaggiare con il 100% dei posti occupati tutti i mezzi del trasporto pubblico, compresi scuolabus, tram e metropolitane.

Il Cts esprime preoccupazione

La decisione presa dal governo sui treni ad alta velocità e dal presidente lombardo su tutti i mezzi ha fatto preoccupare il Comitato tecnico-scientifico. I suoi membri hanno infatti specificato di non aver espresso nessun parere nel merito. Il Mit avrebbe inviato al Cts una richiesta di valutazione del nuovo piano per i treni, ma questo non lo ha mai affrontato perché sul tavolo c’erano altre questioni.

In ogni caso non ha fatto mistero della sua contrarietà, che ribadirà nella riunione in programma pe giovedì 6 agosto. La situazione potrebbe comunque cambiare alla luce delle indicazioni contenute nel nuovo Dpcm.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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