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Covid, Walter Ricciardi: “In Italia ci sono ancora 700 focolai”

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Secondo i dati forniti da Walter Ricciardi in Italia ci sono 700 focolai attivi di Covid.

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I focolai Covid in Italia sono 700: lo riferisce Walter Ricciardi

Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute per l’emergenza pandemica da Coronavirus, non ha dubbi e boccia la decisione di Regione Lombardia di opporsi alla linea governativa che vorrebbe i mezzi di trasporto con capienza al 100%. Un errore madornale perché, come riferisce lo stesso professore, in Italia la situazione Covid è ancora molto importante con ben 700 focolai attivi nel Paese. In un’intervista a Il Messaggero, infatti, Ricciardi evidenzia come: “Quella della Lombardia è una decisione sbagliata tecnicamente perché contraddice l’evidenza scientifica, ma è anche un messaggio fuorviante per i cittadini a cui stiamo chiedendo di mantenere il distanziamento”.

700 focolai Covid in Italia

Ricciardi non manca di accusare, velatamente, Fontana e Gallera sostenendo come la Lombardia abbia già pagato un prezzo altissimo, nella lotta al Covid, per colpa di una gestione: “Non ottimale della situazione, è veramente strano che la Regione decida di non rispettare tutte le migliori evidenze scientifiche per evitare ulteriori danni alla popolazione. Proprio chi si è trovato più in forte difficoltà dovrebbe sapere cosa accade quando non si seguono le regole di prevenzione”.

In Italia sono attivi, al momento, ben 700 focolai di Covid. Lo riferisce Ricciardi che sottolinea: “È profondamente ingiusto nei confronti dei cittadini andare contro la regola più importante per il trasporto sicuro e in generale per evitare i contagi: mantenere la distanza di sicurezza a maggior ragione nei luoghi chiusi. Si contraddice un’evidenza tecnica e non so se anche giuridica, visto che si mette a rischio la salute di viaggiatori e personale di servizio.

Quando c’è in ballo la salute pubblica un’ordinanza regionale non dovrebbe poter scavalcare la decisione di un ministro”.

La differenza tra aerei e treni

Sulla differenza tra aerei e treni, invece, il consulente del Ministro Speranza spiega: “Il problema non è tanto nel volo, dove va indossata la mascherina, i passeggeri non si trovano mai faccia a faccia (come avviene su metro, tram o treni) e la gestione dell’aria concordata a livello internazionale con le compagnie che ne sono responsabili, segue obbligatori protocolli di sicurezza anticontagio, con filtri simili a quelli delle sale operatorie, quanto negli aeroporti.

Per esempio agli imbarchi o, quando al posto dei finger per salire sull’aereo si utilizzano i bus, quelli sono rischiosi e andrebbero eliminati o assicurata la distanza a bordo. Ma siamo sicuri che le regole siano sempre rispettate? Ecco forse dovremmo chiederci se tutti i Paesi fanno le corrette verifiche in cabina e in aeroporto”.

Seconda ondata di Coronavirus

E sulla possibile seconda ondata, Walter Ricciardi appare un po’ ottimista.

“Tutto dipende dai nostri comportamenti – spiega il consulente del Ministro Speranza -. Un nuovo studio svizzero ha detto che la nuova catena del contagio non è più il lavoro, la scuola, ma ristorante, bar, discoteca, famiglia, mezzi di trasporto. Una sorta di cluster del divertimento. I Paesi intorno all’Italia, meta di vacanze, che hanno abbassato la guardia ne stanno pagando il prezzo. Se questi elementi li gestiamo bene, possiamo passare vacanze serene, se non li gestiamo bene, la lama del rasoio ci farà viaggiare sulla sponda del rischio per noi e per la comunità. Ormai lo sappiamo, gli esiti dei comportamenti possiamo vederli ogni due settimane. Non ci sono più alibi: o di qua o di là”.

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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