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Courmayeur, pericolo crollo per il grande ghiacciaio di Planpincieux

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Paura in Val Ferret (Courmayeur) per il ghiacciaio di Planpincieux, a rischio crollo. Perché, dopo un anno, il ghiacciaio continua a muoversi?

Courmayeur, pericolo crollo per il grande ghiacciaio di Planpincieux

È grande quanto il Duomo di Milano il ghiacciaio di Planpincieux, a Courmayer (Valle d’Aosta) in pericolo di crollo alla luce di alcuni distaccamenti. A darne comunicazione è stato Valerio Segor, dirigente dell’Assessorato regione della Valle d’Aosta delle Opere pubbliche, in conferenza stampa.

Pericolo crollo per il ghiacciaio su Courmayeur

Gli esperti nei giorni scorsi hanno evidenziato un importante distaccamento della massa di ghiaccio sul costone del Monte Bianco. Se dovesse staccarsi – avvertono – potrebbe fare ingenti danni.

Il ghiacciaio di Planpincieux è grande quanto il Duomo di Milano: “Un campo da calcio con sopra 80 metri di ghiaccio” ha detto Segor. Per questo, nelle ultime ore è scattato l’allarme evacuazione per la Val Ferret: “Lo scenario prospettato in caso di crollo […] coinvolge parzialmente l’abitato” ha dichiarato Stefano Miserocchi, sindaco di Courmayeur. Sono state evacuate 75 persone fra cui 15 residenti. Per ora, la durata dell’allerta è stata stimata a 72 ore.

Il pericolo a causa delle alte temperature

Il caso è venuto a crearsi dopo un brusco aumento delle temperature nei giorni scorsi. È imputabile a quello che gli esperti definiscono sbalzo termico lo sfaldamento del ghiaccio, persino a quote che superano i 2mila metri. Lo stato di salute del ghiacciaio viene monitorato da tempo con sistemi ad hoc e comparazioni fotografiche. Un recente sorvolo in elicottero ha, poi, mostrato il cedimento di una persone del ghiacciaio.

Secondo gli esperti, sono proprio gli shock termici a rendere fragile la porzione del ghiacciaio con il rischio di crollo istantaneo. È proprio questo rischio che paventano i glaciologi. Secondo gli esperti, saranno decisive le prossime ore. Se lo shock termico destabilizzerà il ghiacciaio, allora le previsioni saranno state corrette. In caso contrario, è inevitabile – sostengono gli studioso – che la situazione rientrerà.

Nel settembre 2019, il ghiacciaio era stato già sotto controllo per movimenti anomali.

In quel caso si pensava a un crollo imminente per la sua velocità di movimento che ammontava a circa 50-60 centimetri al giorno.

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.

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