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Don Riccardo Personé: “Chi augura la morte non venga in chiesa”

Chi augura la morte a dei bambini, non venga in chiesa. Sono le parole di Don Riccardo, parroco di Nardò in risposta alle critiche sui 77 migranti.

don riccardo personé
don riccardo personé

“Se sono cattolico non posso restare indifferente, non può venire in chiesa chi è in grado di augurare la morte ai bambini, non basta venire a messa”. Ha esordito così Don Riccardo Personé, alle critiche che gli sono state fatte da numerosi parrocchiani in risposta all’arrivo di 77 migranti che sono arrivati in provincia di Lecce, nella zona tra Portoselvaggio e Torre Uluzzo.

Una questione complessa, che non ha smesso mai di suscitare qualche polemica. Don Riccardo invita soprattutto all’umanità a non essere indifferenti con il prossimo.

Don Riccardo Personé, si parla di umanità

Nel rispondere alla cittadinanza di Nardò, in provincia di Lecce, il parroco è stato molto diretto, senza peli sulla lingua. “C’è chi augura la morte ai bambini, chi scrive di ributtarli in mare con un peso, chi vuole dare gli immigrati in pasto ai pesci.

Non si può andare avanti così si può restare indifferenti, si sta andando alla deriva del disumano.” Parole forti che il parroco di Nardò non ha esitato a dire durante l’omelia a messa.

Il messaggio di Don Riccardo Personé, è arrivato dopo aver visto un giorno una mamma e due suoi bambini sofferenti e in lacrime. Un momento quindi molto difficile per una famiglia che alle altre persone ha affrontato ben due mesi di viaggio e dieci giorni di navigazione.

Il gruppo dei 77 migranti comprendeva 32 bambini delle nazionalità più diverse ed in particolar modo sono somali, iraniani, afghani e pakistani.

I messaggi sui social

Ciò che ha sconvolto più di tutto Don Riccardo, è il tono da “leone da tastiera” sui social, che hanno tenuto gli odiatori di Nardò a proposito dei 77 migranti. Chi senza mezzi termini ha augurato di dare in pasto ai pesci gli immigrati, chi ha augurato la morte dei più piccoli, chi molto banalmente li ha offesi con ingiurie d’ogni tipo.

Si tratta di un problema, che come dichiara lo stesso Don Riccardo, non è una questione di destra o sinistra, ma solo di umanità. Ecco quindi l’invito a non essere indifferenti con chi ha sofferto tanto, ha puntualizzato. “Non possiamo restare in silenzio e fortunatamente la mia non è una voce isolata… ma tutti dobbiamo fare di più”. Ha concluso poi Don Riccardo.

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