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Rave party a Cremona, 1.500 persone senza mascherina: si teme focolaio

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Oltre 1.500 persone si sono radunate in provincia di Cremona per un rave party non autorizzato e in aperta violazione delle norme anti coronavirus.

È durato tre giorni il rave party organizzato a Spino d’Adda, in provincia di Cremona, dove oltre 1.500 persone si sono radunate senza mascherina e senza rispettare le benché minime norme anti coronavirus in un momento in cui in molti paesi europei si sta registrando un aumento dei contagi.

A centinaia si sono infatti radunati sui terreni appartenenti alle cascine Ca’ Nova e Gamello, sulle rive del fiume Adda, dalla giornata di venerdì 14 agosto fino alle prime ore di lunedì 17, con le forze dell’ordine che si sono limitate a schedare i presenti e a impedire ulteriori accessi ma senza impedire lo svolgersi dell’evento.

Rave party a Cremona, 1.500 partecipanti

Secondo quanto riportato da diverse testate sembra che i partecipanti al rave non fossero solo italiani, ma provenissero da quasi tutta Europa e si siano ritrovati nel cremonese grazie al passaparola sui social.

Per il momento gli unici reati configurabili nei confronti degli organizzatori e dei partecipanti sono di natura amministrativa, che però potrebbero assumere rilevanza penale se da questo evento dovesse avere origine un futuro focolaio di coronavirus.

Le reazioni della politica

Immediate le reazioni della politica regionale di fronte a quest’aperta violazione delle norme anti contagio, avvenuta nei giorni in cui il governo imponeva la chiusura delle discoteche su tutto il territorio nazionale.

L’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato ha infatti parlato di fatto gravissimo: “Da una parte la recente ordinanza del governo con la quale vengono chiuse le discoteche per evitare assembramenti che favorirebbero la diffusione del coronavirus, dall’altra un rave party con 1.500 partecipanti andato avanti indisturbato per tre giorni”.

Indignata per l’episodio anche la deputata della Lega Claudia Gobbato, che nelle prossime ore ha annunciatola presentazione di: “Un’interrogazione al governo per chiedere come intenda far fronte a una situazione altamente pericolosa come la ‘follia’ di queste ore.

È una potenziale ‘bomba ad orolgeria che potrebbe avere conseguenze gravissime.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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