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Discoteche chiuse, il Tar del Lazio boccia il ricorso dei gestori

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta dei gestori delle discoteche, che restano chiuse dopo l'ordinanza del ministro Speranza.

Discoteche
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Le discoteche restano chiuse: è quanto stabilito dalla sentenza del Tar del Lazio. Il tribunale amministrativo ha respinto la richiesta dei gestori, che chiedevano la sospensione dell’ordinanza dello scorso 16 agosto con cui il ministro Roberto Speranza ha introdotto l’obbligo di mascherina nei luoghi pubblici a rischio di assembramento e ha sospeso “l’attività del ballo” nei locali.

Si attende, ora, l’udienza in camera di consiglio, prevista per il prossimo 9 settembre.

Il ricorso era stato presentato al Tar del Lazio dal Silb-Fipe-Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo.

Discoteche chiuse, la sentenza del Tar

Secondo quanto si apprende dalla sentenza, depositata alle 9 di mercoledì 19 agosto, la tutela degli interessi economici dei gestori è stata giudicata “recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto.

Tale interesse costituisce l’oggetto primario delle valutazioni dell’Amministrazione”.

Conte sulla riapertura delle discoteche

Nelle stesse ore, intervistato dal Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte è tornato a parlare della riapertura delle discoteche all’inizio dell’estate, sottolineando che si è trattato di una decisione presa dalle regioni e non dal governo. “Ho sempre ritenuto impensabile che in una discoteca si potessero rispettare: è chiaro che sono luoghi privilegiati di diffusione del contagio” ha spiegato il presidente del Consiglio.

Continua la battaglia sulla movida tra maggioranza e opposizione. A difendere gli interessi delle discoteche è stata in particolare Daniela Santanché che, dopo aver annunciato orgogliosamente che il suo locale resterà aperto, ha definito “da talebani” la decisione di vietare il ballo. Parole dure contro il governo e, ancor più, contro i politici locali sono state pronunciate anche da Flavio Briatore dopo l’annuncio della chiusura anticipata del Billionaire: “Viviamo in un Paese di matti e tra tutti questi ce n’è uno più matto.

Mi dispiace vedere l’economia trucidata da chi non ha mai fatto un ca**o“.

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