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Lombardia, vaccini antinfluenzali in grave ritardo nonostante l’emergenza

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La Lombardia sta accumulando un notevole ritardo nella distribuzione dei vaccini antinfluenzali, fondamentali per contrastare il Covid.

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Nonostante le gravi perdite (in termini economici e di vite umane) dovute alla pandemia, la Regione Lombardia in forte ritardo sulla distribuzione dei vaccini antinfluenzali. È ciò che si legge nell’inchiesta, portata avanti da TPI, che mette in luce le notevoli mancanze da parte della regione.

Il dibattito nasce a causa dell’insufficienza di vaccini antinfluenzali che sarebbero in quantità inferiore rispetto alle notevoli domande sopraggiunte dai cittadini. All’interno della dibattuta questione troviamo, da un lato, la Regione Lombardia e il suo assessore al Welfare, Giulio Gallera; dall’altra Federfarma che lamenta i disagi.

Ritardo sui vaccini antinfluenzali: la Lombardia risponde

Gallera, in seguito alle numerose accuse da parte dell’opposizione politica e dall’infettivologo Massimo Galli, ha affermato di avere la situazione sotto controllo.

Le vaccinazioni antinfluenzali partiranno a ottobre per tutta la regione e ribadisce che il numero di dosi non è limitato ma, al contrario, è stato aumentato dell’80% rispetto al 2019. Questo perché la Regione Lombardia continua a essere, ancora oggi, una delle più colpite dal Coronavirus.

Nonostante le parole dell’assessore al Welfare facciano ben sperare, sono diversi i medici che contraddicono le parole della giunta lombarda. Oltre alla consigliera regionale PD, Carmela Rozza, anche un noto medico ha confermato i “fortissimi ritardi” nel reperimento dei vaccini antinfluenzali e i disagi sopravvenuti negli stessi giorni.

Il medico, inoltre, conferma l’acquisto di diverse tipologie di vaccino, diverse in base ai soggetti obbligati a effettuarlo. Da ottobre, se non ci dovessero essere ulteriori intoppi, saranno somministrati cinque vaccini differenti per operatori sanitari, pazienti fragili, uno di tipo pediatrico e altri due con caratteristiche generiche.

Le accuse di Federfarma

Le dosi per i vaccini antinfluenzali sono appannaggio della sola Regione Lombardia. Quindi, somministrabili a tutti quei soggetti che ne hanno diritto, in maniera gratuita: anziani, immunodepressi, sanitari.

Diversamente, tutti gli altri cittadini che non usufruiscono del beneficio gratuito, dovranno rivolgersi alle farmacia e pagare il servizio. In questo modo però, lamenta Federfarma, non sarà possibile soddisfare la domanda da parte del pubblico, in quanto le dosi non basteranno.

Le dosi a cui fa riferimento Gallera non veranno distribuite all’interno delle diverse farmacie, ma solo negli ospedali pubblici della regione. A questo proposito, Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, afferma di rifiutare il pensiero di non poter soddisfare le richieste da parte dei cittadini: “Io non ci penso neanche ad arrivare al prossimo ottobre e dover dire alla gente che entra in farmacia che il vaccino non è disponibile! Mi sento male al solo pensiero!”

I vaccini antinfluenzali diventeranno fondamentali per scongiurare la positività al Covid-19, vista la somiglianza sintomatica dei due virus.

Per Rocca bisognerebbe riequilibrare la questione e propone una soluzione pratica per contrastare il problema: “Bisognerebbe incentivare la vaccinazione in farmacia, perché la nostra capillare diffusione ci permette di portare la prevenzione sul territorio, con un vero screening. L’ideale sarebbe renderla mutuabile per tutti, da ottobre a dicembre. Oltre alle vaccinazioni, anche i test sierologici andrebbero fatti nelle farmacie, per lo stesso motivo”.

Si attende, quindi, una redistribuzione più equa dei vaccini antinfluenzali al fine di non far mancare la possibilità di farli a tutti quei cittadini che vorranno contrastare il sopraggiungere dell’influenza stagionale che, proprio in autunno, avrà il suo usuale picco.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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