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Omicidio Willy: fratelli Bianchi già indagati per spaccio, lesioni e minacce

Accusati dell'omicidio di Willy Monteiro, i fratelli Bianchi erano già indagati dalla Procura di Velletri per rissa, spaccio, lesioni e minacce.

Fratelli Bianchi
Fratelli Bianchi

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, ora accusati di omicidio preterintenzionale ai danni del giovane capoverdiano Willy Monteiro, risultavano già indagati dalla magistratura. Il primo per spaccio di stupefacenti, lesioni, rissa, porto di oggetti atti ad offendere, il secondo per spaccio, rissa e minacce.

Fratelli Bianchi indagati per rissa e spaccio

Prima che i due prendessero parte alla rissa di Colleferro, la Procura di Velletri aveva infatti già aperto in totale otto fascicoli di indagine per i due ragazzi.

Sono state anche le accuse precedenti a quella di omicidio a spingere il Giudice per le indagini preliminari a confermare la misura cautelare del carcere.

Oltre che l’aver già presumibilmente commesso dei reati e l’essere dei picchiatori esperti, sulla valutazione del giudice è pesata anche la totale assenza di capacità di autocontrollo degli indagati, la loro incapacità di resistere agli impulsi violenti e la sostanziale indifferenza rispetto alle iniziative processuali intraprese nei loro confronti.

Ma anche la minimizzazione del fatto da loro assegnato alla responsabilità di terzi, compiuto nonostante la presenza di testimoni e la vicinanza alla caserma dei Carabinieri.

Tutte circostanze che hanno spinto il Gip a confermare sia l’aggravante per futili motivi, non avendo i due fratelli ragione di aggredire Willy, sia la detenzione. Considerata quest’ultima “l’unica cosa in grado di porre concreto ed effettivo argine al pericolo di reiterazione di condotte violente quali quella per cui si procede“.

Il giudice non ha infine escluso, alla luce di quanto predetto, un aggravamento del capo d’accusa da omicidio preterintenzionale (far male ma senza l’intenzione di uccidere) a volontario (colpire per uccidere).

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