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Roma, residenti contro centro per donne vittime di violenza

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A Roma alcuni condomini di un palazzo vogliono mandare via il centro dedicato alle donne vittime di violenza.

Residenti Roma
Residenti Roma

A Roma Nord i condomini di una palazzina in Via Cassia si sono rivoltati contro il centro per le donne vittime di violenza. Un rifugio accanto alle altre case, dove possono andare tutte le donne umiliate, vittime di molestie e della violenza maschile, che cercano di riprendersi da ciò che hanno subito.

L’apertura di questo centro, che dovrebbe ospitare 5 posti letto, ha scatenato l’ira dei residenti, che non hanno nessuna intenzione di accettarlo.

Residenti di Roma Nord

Noi, in quel palazzo, non le vogliamo: ci deprezzano il valore del bene“, “non sia mai che un giorno i nostri figli dovessero trovarsi in classe con i bambini di quelle donne“, “ci sono pure molti studi di professionisti in zona, ne risentirebbero anche loro“.

Sono queste le frasi dei residenti della palazzina, che non accettano la presenza del centro. Maria Gabriella Cernieri Moscatelli, presidente dell’associazione Telefono Rosa, ha fatto un sopralluogo in uno dei tre immobili sottratti alle mafie inseriti nel bando del Comune di Roma e della Regione Lazio per supportare progetti sociali. Lo scopo è quello di ospitare le donne vittime di violenza. “Quando vengono aperte case rifugio in zone in cui ci sono case di pregio succede anche questo.

Per i condòmini, le donne sono considerate una scocciatura. Per chi pensa agli affari, la causa di un possibile deprezzamento del bene. È una questione culturale e di mentalità, pensano che non facciano parte del loro mondo” ha spiegato la presidente Moscatelli.

Sentire offendere persone che già in passato sono state trattate male, è un dispiacere enorme. Ai Parioli, poi, è un continuo” ha aggiunto la presidente del Telefono Rosa. Nella zona Parioli, infatti, i condomini e residenti hanno addirittura manifestato contro le donne vittime di violenza che erano arrivate in zona.

I primi mesi abbiamo avuto un sostegno ma i primi di settembre la situazione è precipitata nuovamente: una domenica mattina mi sono sentita dire davanti la casa ‘lei, qui, dà fastidio’, ‘la denunciamo’. Tutto questo perché le donne stendono i panni sul prospetto. La trovo una cosa assurda” ha spiegato Moscatelli. “Ci sono anche italiane tra quelle donne persone educate, istruite e con bimbi piccoli. Uno di loro ha sei mesi, che colpe ha lui? Qual è il suo futuro?” ha concluso.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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