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Caso camici, per il pm c’è un “diffuso coinvolgimento” di Fontana

Secondo la magistratura Fontana sarebbe coinvolto nel caso della fornitura dei camici a Regione Lombardia.

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Secondo la Procura di Milano il governatore Attilio Fontana sarebbe diffusamente coinvolto nel caso dei camici forniti a Regione Lombardia. Si tratta della fornitura di materiale sanitario da parte della Dama Spa, società legata a suo cognato. La magistratura ha parlato di un “coinvolgimento accompagnato dalla parimenti evidente volontà di evitare di lasciarne traccia mediante messaggi scritti“.

Caso camici: Fontana coinvolto?

È quanto si legge nella richiesta di consegna dei cellulari notificata dalla Procura ai principali protagonisti della vicenda. In essa si legge anche un messaggio del 16 aprile in cui Andrea Dini, il cognato del Presidente della Lombardia, informa la sorella Roberta, moglie di quest’ultimo: “Ordine camici arrivato. Ho preferito non scriverlo ad Atti“.

Secondo i pm ci sarebbe la piena consapevolezza dei due alla situazione di conflitto di interessi nel caso della fornitura di camici e altri dispositivi di protezione individuale da parte dell’azienda Dama.

Stando a quanto si legge avrebbero donato ingenti quantità di mascherine in modo da “precostituirsi una prova da utilizzare per replicare alle presumibili polemiche sul conflitto di interessi sulla fornitura di camici“.

Tra i cellulari sequestrati dalla Procura di Milano, oltre a quello di Andrea Dini già preso in estate, ci sono quelli della moglie di Fontana e di altre 10 persone, tra cui 2 assessori regionali (Raffaele Cattaneo all’Ambiente e Davide Caparini al Bilancio) e 5 dirigenti.

Nessuno di questi undici risulta indagato. I pm Furno, Scalas e Filippini hanno fissato una ricerca con 50 parole chiave in modo da acquisire contenuti soltanto sulla vicenda dei camici.

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