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Coronavirus, Iss: “Impennata di ricoveri in terapia intensiva”

L’ultimo report dell’Iss e del Ministero della Salute, ha rilevato un aumento di focolai e casi in terapia intensiva in tutta Italia.

Coronavirus Iss terapia intensiva
Coronavirus Iss terapia intensiva

In Italia sono aumentati i focolai e i casi in terapia intensiva. Questo è quello che riporta l’ultimo report settimanale redatto dall’Iss e dal Ministero della Salute. Il report che ha analizzato i dati nel periodo tra il 14 e il 20 di settembre racconta una situazione tutt’altro che rassicurante.

Su tutto il territorio nazionale si parla infatti di un totale di 2868 focolai ai quali se ne sono aggiunti ben 832. “Si rileva una trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto nell’ambito domiciliare”, hanno scritto nel report gli esperti. La maggior parte dei casi ha contratto inoltre il virus sul territorio nazionale. Per quanto riguarda i contagi all’estero, il trend è leggermente in discesa.

Iss, aumento casi in terapia intensiva

“Il virus oggi circola in tutto il paese. Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per l’ottava settimana consecutiva con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 31.4 per 100mila abitanti mentre era a 29,4 per 100.000 abitanti nei primi 13 giorni di settembre”, questo è quanto riportato dall’ultimo report dell’Istituto Superiore della Sanità e del Ministero della Salute che hanno analizzato la situazione dei contagi da Coronavirus nel periodo che va dal 14 al 20 settembre.

Significativo anche l’aumento dei contagi da Coronavirus e contestualmente anche dei casi in terapia intensiva. Su tutto il territorio nazionale sono stati individuati 2868 focolai attivi dei quali solo 832 nell’ultima settimana. L’indice Rt rilevato nel periodo dal 3 al 16 settembre, rimane sotto il limite dell’1 con una media dello 0.95. Stando a quanto riportato dagli esperti non sarebbe ancora possibile fare una nuova valutazione alla luce della recente apertura delle scuole.

“Alla luce di questi dati ma anche della situazione dei Paesi vicino che è abbastanza preoccupante sono necessari comportamenti prudenti, evitare assembramenti e mantenere il distanziamento fisico” Lo ha dichiarato il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute Giovanni Rezza. Non ha mancato infine di precisare che mantenere le corrette distanze sociali, il lavaggio frequente delle mani e l’uso della mascherina ci permettono di avere “un impatto più contenuto sulla salute della popolazione e sul sistema sanitario rispetto ad altri paesi europei”

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