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Migranti, la Guardia Costiera blocca la missione della Mare Jonio

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La nave Mare Jonio, impegnata nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo, è stata bloccata nel porto di Pozzallo dalla Guardia Costiera. Ecco perché.

Migranti, la Guardia Costiera blocca la missione della Mare Jonio

La Guardia Costiera di Pozzallo ha notificato un fermo alla missione di soccorso dei migranti della Mare Jonio. La nave, che avrebbe dovuto partire presto per le operazioni di monitoraggio del Mediterraneo, non potrà muoversi. Dura la replica dell’Ong Mediterranea, pronta a salpare con il suo rescue team: “È uno stillicidio”.

Bloccata la missione della Mare Jonio: perché?

Il documento, notificato alla nave della Mediterranea Saving Humans, porta la firma del Comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo. In esso viene notificato il divieto di salire a bordo “ai tecnici del soccorso indispensabili per svolgere in sicurezza le operazioni di eventuale salvataggio in mare dei migranti“. Il motivo è che i profili del team di soccorso non sarebbero attinenti con la “tipologia di servizio svolto dalla Mare Jonio“.

L’imbarcazione, infatti, non è registrata quale nave di ricerca e soccorso, secondo una prassi comune a gran parte delle navi umanitarie. La Mare Jonio, invece, figura come mercantile con funzioni di cargo, monitoraggio e sorveglianza. La Guarda Costiera riconoscerebbe questa sua funzione come impedimento a operazioni di soccorso. Eppure, va detto che il Registro Navale Italiano ha riconosciuto nella nave un’imbarcazione attrezzata per il search and rescue. Due angolazioni diverse della stessa cosa.

La replica di Mediterranea: “Vietano il soccorso dei migranti”

Non ha risparmiato parole dure la Ong Mediterranea, che ha parlato di “mirata persecuzione amministrativa e giudiziaria. Secondo la Ong, il fermo sarebbe un chiaro messaggio del Governo a impedire il soccorso di vite umane in pericolo nel mare. “L’obiettivo del Governo è ostacolare ed impedire di fatto la presenza in mare di tutte le organizzazioni civili che operano missioni di osservazione, monitoraggio e soccorso” recita un fitto comunicato.

Il documento continua: “Vogliono togliere di mezzo dal Mediterraneo i testimoni scomodi delle quotidiane violazioni dei diritti umani che avvengono grazie alle politiche e ai finanziamenti dei Governi europei“.

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.


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Marco Grieco

Lucano classe 1987, archeologo di formazione, ha conseguito un master in giornalismo alla Eidos Communication di Roma e uno in comunicazione culturale alla Business School del Sole 24ORE. Collabora con TPI, L'Osservatore Romano e The Vision. Ha un podcast di approfondimento giornalistico, Point of News, e collabora con Notizie.it.

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